Parcheggiatore abusivo pretende "tariffa": l'estorsione gli costa cara

Un senegalese voleva 3 euro e 50 da una coppia di turisti. All'arrivo della polizia, minacce e offese: "Siete razzisti"

Una volante in via Duca degli Abruzzi (repertorio).

LECCE – L’alito non prometteva nulla di buono: evidentemente avvinazzato, e questo spiega anche l’aggressività e le parole scomposte. L’hanno trovato così, gli agenti di polizia, mezzo ubriaco e pronto a lanciare violenti epiteti contro tutto e tutti. Uno sproloquio continuo, una raffica di insulti, seguita a quello che si può definire un vero e proprio tentativo d’estorsione ai danni di una coppia di turisti, per nulla intenzionata a versargli 3 euro e 50.

I due avevano deciso di parcheggiare nella notte appena trascorsa in via Duca degli Abruzzi, di certo non consapevoli, essendo di fuori zona, che proprio quell’angolo di centro storico è fra le croci che Lecce si porta dietro da anni, fra risse, accoltellamenti, arresti e denunce a getto continuo, più ordinanze antibivacco nel tentativo di restituire pace ai residenti.

Biriam Mdaye, 28enne del Senegal, così è finito in manette. Non bastasse la “richiesta” ai due turisti, deve rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio e rifiuto di declinare le proprie generalità. Perché all’arrivo di una volante, i comportamenti minacciosi sono tutt’altro che finiti.  

E’ successo intorno alle 2,15 di notte. La sala operativa della vicina questura, che per vigilare su via Duca degli Abruzzi può contare anche su videocamere puntate 24 ore su 24, ha inviato una pattuglia dopo la richiesta di aiuto da parte della coppia. E pare che già all’arrivo dei poliziotti il senegalese abbia iniziato a inveire. “Italiani razzisti. Siete razzisti. Io sono un parcheggiatore e loro devono pagarmi”. I poliziotti hanno subito capito che il giovane straniero era ubriaco. Hanno tentato di calmarlo, avendo per tutta risposta urla sempre più forti, sulla stessa falsariga: “Siete sporchi razzisti. Gli uomini italiani sono gay, le donne sono p..., la polizia italiana è razzista”.

Alla richiesta di fornire le generalità, il senegalese avrebbe opposto un fermo rifiuto, spingendo gli agenti e cercando di darsi alla fuga.

Con molta fatica, alla fine i poliziotti hanno bloccato l’uomo, portandolo in questura e identificandolo. In Italia senza fissa dimora, ha numerosi alias e precedenti. In più, non e risultato regola con la normativa italiana sull’immigrazione.

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In questura s’è recata anche la malcapitata coppia, che ha posto nero su bianco, in sede di denuncia, la propria versione. I due hanno raccontato che, mentre si accingevano a parcheggiare l’auto, si era presentato il giovane, intimando di pagare, non senza formulare minacce, 3 euro e 50 centesimi, asserendo di esser lì al lavoro come “parcheggiatore”. Un ausiliario davvero anomalo, devono aver pensato i due, che hanno deciso di comporre il 113 quando hanno capito che non c’era modo di ragionare e allontanarlo. E così la notte di Biriam Mdaye si è finita in una cella del carcere di Borgo San Nicola.

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