Cronaca

Parco Corvaglia, il verdetto della Cassazione: reato prescritto. Prova azione civile

Ultimo capitolo della lunga e tormentata vicenda giudiziaria relativa a Parco Corvaglia. La terza sezione penale della Corte di Cassazione, ha dichiarato prescritto il reato per cui era imputato l’ex dirigente del settore urbanistica del Comune di Lecce, Raffaele Attisani

LECCE – Ultimo capitolo della lunga e tormentata vicenda giudiziaria relativa a Parco Corvaglia. La terza sezione penale della Corte di Cassazione, ha dichiarato prescritto il reato per cui era imputato l’ex dirigente del settore urbanistica del Comune di Lecce, Raffaele Attisani, sulle presunte false attestazioni nell’ambito del progetto relativo a Parco Corvaglia. Condannandolo, comunque, alla rifusione delle spese del giudizio in favore della parte civile l’avvocato Giovanni Castoro, rappresentato dal collega Leonardo Lanucara (del Foro di Taranto) e delle altre parti civili (rappresentate dall’avvocato Giuseppe Milli, che assiste 27 dei 28 residenti della zona). I legali di parte civile avanzeranno richiesta di risarcimento in separata sede. In appello i giudici avevano ridotto la condanna da due anni a 1 anno e dieci mesi (pena sospesa).

L’accusata ipotizzata nei confronti di Attisani era di falso, poiché nella relazione tecnica della proposta di risistemazione del verde attrezzato pubblico, non avrebbe rappresentato in maniera esatta lo stato dei luoghi. Secondo i giudici l’ex dirigente del settore urbanistica avrebbe gonfiato il dato relativo alle aree destinate a verde attrezzato, computandola in un caso a 14.947 metri quadri anziché i reali 8.370, e nell’altro a 6.220 invece di 5.860, inducendo così in errore il Comune.

Nel progetto proposto in base al nuovo assetto urbanistico, Parco Corvaglia doveva essere distrutto per far posto a un'area mercatale. Quella su Parco Corvaglia era uno dei filoni d’inchiesta del sostituto procuratore Marco d’Agostino (oggi a Trani) sul polo umanistico e sul presunto voto di scambio alle elezioni comunali del 2007. In sede di udienza preliminare, però, il gup Carlo Cazzella dispose la trasmissione degli atti al pubblico ministero, che citò in giudizio gli imputati davanti al tribunale monocratico.

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