Parco eolico di Ruffano, prosciolti i tre imputati dalla Cassazione. Dovranno risarcire il danno

La terza sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato la prescrizione per gli imputati coinvolti nel processo sui presunti abusi nella realizzazione di un parco eolico a Ruffano. La Suprema Corte, però, ha disposto l'invio degli atti alla Corte d'appello civile di Lecce per la determinazione del danno subito dal Comune

LECCE – La terza sezione della Corte di Cassazione (relatore Alessio Scarcella) ha dichiarato la prescrizione per gli imputati coinvolti nel processo scaturiti sui presunti abusi nella realizzazione di un parco eolico nel territorio del comune di Ruffano. Tre le condanne inflitte in primo e secondo grado, annullate dalla Suprema Corte. A dieci mesi di reclusione, pena sospesa, era stato condannato l’ex sindaco di Ruffano, Nicola Fiorito, per abuso d’ufficio e falsità ideologica. Il primo cittadino era accusato di aver espresso parere positivo alla costruzione di un parco eolico composto da undici pale per una potenza complessiva di 22 MWe, nella località “Mascarane e Occhiazzi”, una zona in parte sottoposta a vincolo paesaggistico.

Stessa condanna anche per Claudio D’Ippolito, l’ex responsabile del servizio urbanistica che firmò con Fiorito, nel marzo del 2005, l’autorizzazione al via libera ai lavori sancendo, di fatto, che il procedimento istruttorio “era stato espletato nel rispetto della normativa regionale, nazionale e comunitaria”. Stessa pena per Fulvio Rocco Toma, coinvolto nell’inchiesta in qualità di legale rappresentante della ditta responsabile del progetto, la “Antonio Srl”. Secondo l’accusa il progetto per la realizzazione del parco eolico non avrebbe rispettato alcune norme sui vincoli paesaggistici e le direttive regionali sulla distanza con cui collocare le pale eoliche dalla vicina strada provinciale, la Ruffano-Casarano. Presunte irregolarità vi sarebbero state anche nello studio di fattibilità relativo all’impianto.

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Reati per cui, come detto, è stata dichiarata la prescrizione. La Suprema Corte, però, ha disposto l’invio degli atti alla Corte d’appello civile di Lecce per la determinazione del danno subito dal Comune di Ruffano, che si è costituito parte civile con gli avvocati Francesco Vergine e Valentina Mazzotta. Gli imputati sono assististi agli avvocati Luigi Covella, Francesco Fasano e Luigi Suez.

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