Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Parte un colpo di pistola, muore in casa dell'amico

Tragedia a Surbo. Youssef Harmanz, 26enne, ferito a morte all'altezza del collo. Il colpo è partito da una pistola 7.65 di proprietà di Danilo Dell'Anna, 28enne, ex guardia giurata. Inutili i soccorsi

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SURBO - Doveva essere una serata di festa. Due coppie di giovani che si ritrovano, magari una cena e qualche bicchiere. E invece, s'è trasformata in una tragedia. Tutto per una pistola, calibro 7.65, che forse la vittima voleva soltanto osservare da vicino. E quando il colpo è partito, ferendolo all'altezza del collo, senza lasciargli scampo, è calato il gelo, in quella villetta alla periferia di Surbo. Una vera e propria disgrazia, che ha scosso la città alle porte di Lecce. Una folla composta ha attorniato l'abitazione di via Piave, civico 157, fino a notte inoltrata. Tanti giovani, occhi lucidi, le inevitabili domande, sussurrate a bassa voce.

E' ormai l'una di notte, quando il corpo senza vita di Youssef Harmanz, 26enne, macellaio, viene trasportato in una cassa all'interno del carro funebre, che attende davanti all'ingresso. Destinazione, camera mortuaria dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce, dove nelle prossime ore verrà sottoposto all'autopsia. Dal cancello della villetta, spuntano i carabinieri del nucleo investigativo di Lecce e della scientifica, comandati dal capitano Biagio Marro. Si sono attardati, per gli ultimi rilievi e un'analisi approfondita sugli ambienti, ed iniziare così a ricostruire lo svolgimento dei fatti.

La dinamica è ancora in fase di studio, ma il quadro è pressappoco già delineato. Sono da poco passate le 21,30. Harmanz è ospite in casa di Danilo Dell'Anna, 28enne, commerciante ed ex guardia giurata. Dell'Anna è fidanzato con la sorella del 26enne e i tre si trovano in casa, insieme ad un'altra ragazza. Custodendo in camera da letto la sua vecchia pistola d'ordinanza, reminiscenza del vecchio lavoro, ormai lasciato da qualche anno, probabilmente decide di esibirla all'amico, insieme ad una calibro 9. Sono armi, oltretutto, detenute legalmente. Ma nella stanza, secondo quanto ricostruito fino a questo momento, avviene la tragedia. La distanza, abbastanza ravvicinata perché la pistolettata abbia un esito sconvolgente


Parte un colpo, e la sfortuna vuole che il proiettile si conficchi proprio nella gola di Harmanz. Sono momenti di panico e frastornazione, in casa, mentre il giovane spira in pochi istanti in una pozza di sangue. La sciagura s'è appena consumata, e nessuno potrà salvare la vita del giovane. Inutili le chiamate ai soccorsi. Nel giro di pochi minuti, l'abitazione viene presa d'assedio dai carabinieri. I primi ad arrivare, quelli della stazione locale. Sul posto interviene anche il pubblico ministero di turno, Giovanni De Palma. I tre vengono condotti in caserma, per essere ascoltati. Lì, lasceranno la loro versione. Si profila un'inchiesta per omicidio colposo.

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