Cronaca

Il filobus parte il 27, ma Perrone: "Se c'è truffa lo dismettiamo"

Due giorni dopo Natale la linea 3m quella interna ai viali, trasporterà i primi passeggeri. Il Comune annuncia l'avvio dell'opera mentre si attendono risvolti nell'inchiesta dopo gli interrogatori di Franceschini

Il filobus in collaudo con un'auto di servizio

LECCE - Il filobus, o meglio la linea 3 che attarversa i viali interni della città, partirà il 27 dicembre. L'annuncio è perentorio, a darlo è il sindaco di Lecce, Paolo Perrone. Accanto a lui, in conferenza stampa, l'assessore alla Mobilità, Giuseppe Ripa. Entrambi hanno ribadito la totale disillusione rispetto ad un'opera che, se fosse dipeso da loro, non avrebbero nemmeno immaginato. "Perchè ha stravolto la città con i pali, perchè è troppo rigido: le linee sono quelle non potranno essere altre". Se l'infrastruttura costata alle casse dello stato - ministero, Regione, Comune - 23 milioni di euro sarà comunque varata, ha aggiunto il sindaco, è per il senso di "responsabilità dimostrata anche attraverso scelte politicamente difficili" rispetto al passato.

"La mia campagna elettorale sarebbe una passeggiata se avessi deciso di difendere alcuni atti precedenti" ed il riferimento, oltre al filobus, è chiaramente alla vicenda dei palazzi giudiziari di via Brenta. E invece - il dato politico è questo - il sindaco "scarica" definitivamente Io Sud e Adriana Poli Bortone, di cui era il vice nella scorsa consiliatura. A precisa domanda sull'eventuale allargamento del raggio dell'inchiesta ad altre persone vicine a quella amministrazione, il primo cittadino ha risposto: "Massimo Buonerba è stato il consulente dell'allora sindaco, investito con un atto monocratico". E per chiarire ancora meglio il senso irreversibile della presa di distanza - progressiva negli ultimi due anni - ha aggiunto: "Io sono l'unico responsabile di ciò che attiene il Comune di Lecce dal giorno della mia elezione ed oggi". 

perrone-8-3Sarà un taglio del nastro parziale - in attesa dell'avvio delle altre linee - e senza entusiasmo. Anche perchè l'attenzione è rivolta a palazzo di giustizia dove sono custoditi negli atti secretati degli interrogatori alcuni nomi che presto potrebbero finire nel registro degli indagati. Sente forse puzza di bruciato, Perrone, se arriva a dire: "Se dovesse prendere corpo l'ipotesi di truffa ordita alle spalle dei cittadini, andremo fino in fondo, valutando la nullità del contratto e chiedendo la dismissione dell'opera".

Richiesta in sintonia con quella di Carlo Salvemini, ma che potrebbe essere attuata soltanto dopo l'accertamento giudiziario, altrimenti - ha spiegato Perrone - "è demagogica perchè bisognerebbe restituire al ministero soldi che il Comune non ha". Il candidato indipendente alle primarie del centrosinistra, così commenta l'annuncio del sindaco: "Come dire: spendere una barca di soldi per acquistare una fuoriserie indebitando i propri figli; tenerla per anni chiusa in garage a impolverarla; accorgersi in ritardo dell'avventatezza e dell'inutilità della spesa; e poi, alla fine, sotto Natale accenderla e farle fare un giro dell'isolato per giustificare se stessi sperando di farsi belli con i vicini".

Resta da vedere quanto il servizio sarà gradito dai leccesi. Perchè dall'entità dei ricavi, tra biglietti ad abbonamenti, dipende la sostenibilità economica - affidata alla Sgm - di un servizio che, dopo essere stato sbadierato come un'infrastruttura "rivoluzionaria" per la città ed atteso lungamente, non scalda più i cuori di nessuno. "Molto dipenderà dalla Regione - ha concluso Perrone - perchè se Minervini dovesse mantenere le promesse fatte a Lecce e a Bari, i rimborsi chilometrici dovrebbero darci un grosso aiuto". Senza il quale, par di capire, il filobus potrebbe fermarsi dopo i primi giri.

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