Cronaca

Pass falsi, dipendente Sgm ascoltato dagli inquirenti. L’assessore non si presenta

A dare il via alle indagini la multa di un ausiliario del traffico a Gaetano Messuti, titolare dei Lavori pubblici. L'esponente della giunta, consigliato dai suoi legali, non si è recato negli uffici della sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri di Lecce

L'assessore Gaetano Messuti.

LECCE – Ha scelto di non presentarsi negli uffici della sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri di Lecce, guidati dal colonnello Antonio Massaro, l’assessore ai Lavori pubblici del capoluogo salentino Gaetano Messuti, indagato nell’ambito di un’inchiesta sui pass falsi per la sosta gratuita nelle strisce blu. Si tratta di una mera scelta difensiva, come hanno evidenziato i legali del politico leccese, gli avvocati Pasquale Corleto e Amilcare Tana. Quello di Messuti, infatti, non era un interrogatorio formale, ma l’ascolto a sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini. “Poiché il nostro assistito è nell'impossibilità di conoscere gli elementi essenziali delle accuse mosse a suo carico (nell’invito a comparire non vengono precisati i fatti contestati n.d.r.), abbiamo suggerito all'avvocato Messuti di avvalersi della facoltà concessagli dal codice di rito”.

A dare avvio alle indagini era stato un episodio quasi casuale, dopo che un ausiliario del traffico aveva inflitto una multa all’assessore ritenendo che il permesso di sosta, datato 2008, non fosse valido. L’inchiesta si era poi incrociata con un’altra di cui è titolare il sostituto procuratore Carmen Ruggiero, che vede come indagato Vito Baglivi (al centro di altre due inchieste per reati diversi), dipendente della Sgm ed ex collaboratore dell’assessore, a cui viene contestato il reato di ricettazione. Nel corso di una perquisizione nell’abitazione di Baglivo, gli inquirenti hanno trovato altri tre pass contraffatti. E’ stato poi il consulente nominato dalla Procura, Lelly Napoli, a stabilire, in una dettagliata e approfondita perizia, che i pass sono falsi e che la matrice è la stessa. Da qui la convergenza delle due inchieste e la necessità, da parte della polizia giudiziaria, di ascoltare i due indagati.

Baglivi, invece, assistito dagli avvocati Giovanni Battista Cervo e Romero Russo, si è presentato questa mattina negli uffici di via Calabria. L’indagato ha risposto alle domande degli investigatori, fornendo alcune precisazioni e delucidazioni sulla natura di quei pass. Un interrogatorio su cui gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. La deposizione di Baglivi è ora al vaglio dei titolari dell’indagine, e presto il dipendente della Sgm potrebbe essere nuovamente sentito.

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