Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Patteggia l'infermiere accusato di aver sedato e derubato alcuni pazienti

Quattro anni e mezzo di reclusione per Emanuele Sabato, l'infermiere professionale di 41 anni, originario di Casarano

LECCE – Ha patteggiato una condanna a quattro anni e mezzo di reclusione Emanuele Sabato, l’infermiere professionale di 41 anni, originario di Casarano, per i reati di rapina aggravata, peculato e detenzione di sostanze stupefacenti. La sentenza è stata emessa dal gup, che ha ritenuto congrua la richiesta di patteggiamento avanzata dal legale dell’uomo, l’avvocato Vincenzo Venneri con il parere favorevole del pubblico ministero Massimiliano Carducci. Sabato è stato arrestato a dicembre scorso dopo le indagini condotte dagli agenti della Squadra mobile, e ha poi ottenuto i domiciliari. 

Il 40enne è accusato di aver iniettato un medicinale a base di benzodiazepine, somministrato senza alcuna prescrizione, per addormentare e poi derubare una paziente. L’episodio, come ammesso dallo stesso indagato, è accaduto nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Sabato al gip ha ammesso di essere l’autore dell’episodio contestato, negando però altri addebiti (comunque contestati).

Con la scusa di pulire l’ago di una siringa per il prelievo di sangue della mattina successiva, l'uomo, l’unico operatore di sesso maschile di turno in reparto nella fascia serale, ha iniettato un medicinale nella donna mediante agocannula. Successivamente la donna ha riferito alla polizia di aver sentito un lieve bruciore e di essere subito precipitata in un sonno profondo, per lei non abituale. Le analisi condotte hanno poi riscontrato la presenza di benzodiazepine.

I monili rubati alla donna sono stati ritrovati dagli agenti della squadra mobile durante una perquisizione presso l’abitazione dell’infermiere. Nell’armadietto sanitario, invece, il 40enne custodiva alcune fiale, riservate a esclusivo uso ospedaliero, contenenti medicinali considerati alla stregua di sostanze stupefacenti, la cui detenzione è dunque illegittima e la cui sottrazione da parte di un pubblico ufficiale in ragione del servizio svolto configura il delitto di peculato.

Parallelamente ha Asl ha proceduto al provvedimento nei confronti dell'infermiere.

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