Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Fiumi di droga in casa: quattro anni di reclusione per il 26enne

Ha patteggiato la pena Antonio Nardelli, il ragazzo gallipolino finito nei guai il 27 ottobre del 2011. Il suo arresto segnò l'apertura dell'inchiesta "Coffee drug" sul giro di spaccio

la conferenza dopo l'operazione "Coffee drug"

LECCE - E' arrivato il verdetto sulla vicenda che vedeva Antonio Nardelli responsabile della detenzione di oltre tre chili di sostanze stupefacenti. A poco più di quattro anni dal suo arresto, questa mattina, il 26enne gallipolino è riuscito a  patteggiare quattro anni di reclusione e una multa di 14mila euro col gup Carlo Cazzella, attraverso gli avvocati Carlo Caracuta e Francesco Piro.

A stringere le manette ai polsi di Nardelli furono gli agenti del commissariato di Gallipoli che, il 27 ottobre del 2011, entrarono nella sua abitazione, recuperando 57 grammi di eroina, sei di cocaina e 113 di hashish. La perquisizione proseguì nell'appartamento al piano inferiore dello stesso condominio, dove abitava lo zio del ragazzo. Ed è proprio qui che gli investigatori trovarono una quantità di droga decisamente più consistente: circa un chilo e mezzo di eroina brown sugar (pari a 5.080 dosi),  uno di marijuana e quasi mezzo chilo di hashish, custoditi in uno zaino nascosto sotto il cuscino del divano.nardelli-cc-gallipoli-2-2-2

Nei guai, quel giorno, finì pure lo zio. Ma la sua permanenza in carcere durò qualche ora. Dopo l'interrogatorio, fu scarcerato dal gip Ines Casciaro e in seguito fu prosciolto dalle accuse. L'arresto del nipote, invece, segnò l'inizio di un'importante inchiesta della magistratura salentina, “Coffee drug”, che puntò i riflettori su un gruppo di spacciatori particolarmente attivo nella città di Lecce. Così, nel giugno 2014, le indagini, condotte dal pubblico ministero Paola Gugliemi, attraverso intercettazioni,  appostamenti e pedinamenti, portarono all'arresto (su ordinanza emessa dal gip Simona Panzera) di sedici persone. Erano in tutto trenta gli indagati, la maggior parte dei quali ha già patteggiato la pena. Proprio un mese fa, invece, si è concluso dinanzi al gup Giovanni Gallo il processo con rito abbreviato scelto da undici imputati: cinque sono stati assolti, sei condannati per complessivi quindici anni di reclusione.

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