Furto di attrezzi nella masseria dell'omicidio, il 40enne patteggia la pena

La sentenza è stata pronunciata questa mattina, dal giudice Giovanni Gallo. L’uomo fu accusato di aver sottratto materiale e attrezzi da lavoro, all’interno della struttura fortificata in cui avvenne l’omicidio di Lucio Vetrugno, nel 2010. Assolto il fratello dalle accuse di detenzione e porto abusivo di armi

Un'aula di tribunale

LECCE – Si è conclusa con una condanna a un anno e quattro mesi, a seguito di patteggiamento, la vicenda giudiziaria di Antonio Vadacca, 40enne di Monteroni accusato di furto per aver asportato materiale e attrezzi da lavoro custoditi all’interno della masseria “La Tenente”, dove il 22 dicembre 2010 fu assassinato Lucio Vetrugno.

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La sentenza è stata pronunciata dal giudice Giovanni Gallo. Gli attrezzi sarebbero stati sottratti dalla masseria alcune settimane dopo l’omicidio (rimasto ancora senza colpevoli). Nei guai, durante alcune perquisizioni dei militari dell’Arma, finirono anche il fratello maggiore di Vadacca, Armando (sempre assistito dall’avvocato Massimo Bellini) e una terza persona. Armando Vadacca è stato assolto in appello dalle accuse di detenzione e porto abusivo di armi e furto.

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