Cronaca

Accoltellò il cognato durante una lite in casa: operaio patteggia oltre 4 anni

Michele Santoro ha concordato la pena col giudice Antonia Martalò per l'episodio avvenuto nella sua abitazione a Lizzanello il 26 giugno. L'accusa era di tentato omicidio

Il Tribunale di Lecce

LECCE - Si scagliò contro il fidanzato della sorella infliggendogli cinque coltellate, una delle quali gli perforò il polmone. E’ questa la vicenda, avvenuta lo scorso 27 giugno, che costò l'arresto (ai domiciliari) per tentato omicidio di un operaio di Cavallino, Michele Santoro, di 23 anni, e che ieri si è conclusa con un patteggiamento a quattro anni e quattro mesi di reclusione. 

La sentenza è stata emessa in mattinata dal giudice Antonia Martalò che ha accolto la richiesta formulata dall'imputato attraverso l'avvocato Cristiano Solinas. Santoro, che prima di quel giorno non aveva mai avuto problemi con la giustizia, perse le staffe durante un litigio nato per futili motivi nella sua abitazione a Cavallino. Il passo dalle parole ai fatti fu breve: afferrò un coltello a serramanico con lama di 6 centimetri e inflisse cinque fendenti al cognato Silvio Rispoli, 24 anni, residente a Lizzanello, provocandogli gravi lesioni.

Sul posto, oltre ai sanitari del 118 che soccorsero la vittima accompagnandola nell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, sopraggiunsero i carabinieri della stazione locale e i colleghi della scientifica e del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce. Santoro ammise subito le sue responsabilità e collaborò, consentendo agli investigatori di recuperare l'arma che aveva gettato in un tombino fognario.

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