Paziente morì dopo l'isteroscopia, ginecologa condannata a due anni

Si chiude il processo nei riguardi di Anna Maria Guacci. Per l'accusa, il 27 gennaio 2009, perforò la parete uterina e provocò lesioni all'intestino tenue di una signora che spirò nove mesi dopo

All'epoca, prestava servizio presso la "Petrucciani".

Due anni di reclusione sono stati inflitti alla ginecologa Anna Maria Guacci, 60 anni, originaria di Nociglia ma residente a Lecce, accusata di aver provocato, sette anni fa, la morte di una paziente. La sentenza è stata emessa ieri sera dal giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce Silvia Minerva che non ha spostato di una virgola la richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero Paola Guglielmi (titolare dell'inchiesta).

Ma c'è dell'altro: il giudice ha concesso a Guacci la possibilità di scontare in libertà i due anni a condizione che paghi, entro sessanta giorni dal passaggio in giudicato della sentenza, un primo risarcimento del danno (il resto sarà quantificato e liquidato in separata sede) per complessivi 328mila euro al marito e al figlio della vittima, parti civili al processo con gli avvocati Luigi e Roberto Rella.

Secondo l’accusa, il 27 gennaio 2009, la dottoressa, all'epoca dei fatti in servizio presso la casa di cura Petrucciani, nel corso di un’isteroscopia, perforò la parete uterina e provocò lesioni all'intestino tenue della signora. Sempre secondo gli accertamenti svolti dalla Procura, inoltre, la dottoressa avrebbe commesso errori per “insufficiente preparazione tecnico-anatomica”, facendo riferimento nella richiesta dell'esame istologico ad un polipo endometriale, trattandosi in realtà di strutture vicine alla tuba.

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Non solo. Il giorno seguente all’operazione, non avrebbe informato la paziente dell’urgenza di sottoporsi a un intervento che scongiurasse le conseguenze della peritonite in corso. La donna spirò a causa dell’infezione nove mesi dopo. L’imputata è difesa dall’avvocato Luigi Covella.

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