Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Paziente morso da zecca, l'Asl rassicura: "Caso isolato, nessun focolaio"

Colpito un paziente ricoverato del reparto di Otorinolaringoiatria dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce. Il direttore generale Gorgoni ha disposto un'indagine interna. "Ho chiesto vigilanza stretta su fenomeni analoghi indipendentemente dalla provenienza non accertata dell'insetto"

LECCE – L’ambiente non è infestato. Parola di Asl. Ha generato sconcerto il fatto che un paziente ricoverato del reparto di Otorinolaringoiatria dell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce sia stato morso da una zecca, ma il direttore generale Giovanni Gorgoni, che ha disposto un’indagine interna, ha diffuso oggi una nota in cui offre rassicurazioni, almeno per quanto riguarda la possibilità di un focolaio. Si tratterebbe di un caso isolato.

Mercoledì il direttore ha ricevuto via web una segnalazione ed ha subito dato disposizione di indagare sul fenomeno. Il paziente, ricoverato nella serata di martedì 30 giugno, ha lamentato circa 24 ore dopo un fastidio al fianco dovuto ad una zecca di circa 2 millimetri. E’ stato sottoposto a consulenza di un infettivologo. L’Asl spiega a tale proposito che per le caratteristiche dell'insetto rinvenuto, del morso e per la bassa epidemiologia nel Salento indotta da zecche, non c’è stata necessità di profilassi sistemica, ma solo di sorveglianza del paziente per i giorni a seguire. Questi è stato trasferito in un’altra stanza e al letto interessato è stata cambiata la biancheria pulita del giorno prima.

La ricognizione del reparto si è svolta la sera stessa per verificare se vi fossero presenze anche su altri letti. E l’esito, a quanto pare, è stato negativo. L’ipotesi “focolaio”, precisa ancora la direzione sanitaria, è esclusa per le modalità tipiche di trasferimento delle zecche sugli uomini: dimorano sulla vegetazione comune di parchi e campi passando sugli animali, inclusi quelli domestici e di affezione, e da questi all'uomo per contatto, dove possono portare a conseguenze anche gravi se il sangue viene succhiato per diverse ore.

L’Asl rassicura anche sul fatto nel “Fazzi” non si segnalino da tempo presenza di animali randagi. Il controllo del servizio veterinario è costate e il verde esterno, negli ultimi tre mesi, disinfestato come da prassi tre volte. Una quarta disinfestazione è prevista nel mese in corso.

Il servizio d’igiene pubblica, interpellato, ritiene che “l'episodio in oggetto non possa correlarsi ad infestazione dell'ambiente di ricovero né richiede speciali misure di disinfestazione degli ambienti”.

"Dalle risultanze riportatemi possiamo rassicurare sulla salubrità igienica del reparto - dice il direttore generale Gorgoni - anche se alla segnalazione notturna la mia reazione è stata di indignazione. Per tale motivo ho chiesto vigilanza stretta su fenomeni analoghi indipendentemente dalla provenienza non accertata dell'insetto”.

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