Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

"pazienti coi ventilatori dirigenti coi climatizzatori"

La Cisal sanità accusa: "Negli uffici e negli studi i condizionatori d'aria accesi 24 ore su 24 per rinfrescare i dirigenti, mentre nelle corsie i degenti e gli operatori soffrono il caldo"

"Ormai quasi nessuno ci fa più caso: ogni estate viene riproposto il solito ritornello che parla di strutture sanitarie che diventano altiforni. E questo per la mancanza dei più elementari criteri organizzativi atti a rendere idonei gli spazi destinati agli operatori sanitari e ai pazienti ricoverati. Tranne poche ed isolate realtà nella maggioranza delle strutture sanitarie, soprattutto ospedaliere, della nostra provincia la parola climatizzazione,e siamo nel 2007, non esiste". Giovanni D'Ambra, della federazione Cisal sanità, scrive una lunga lettera al commissario straordinario dell'Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, indirizzandola anche al direttore sanitario, al direttore amministrativo, al presidente della Regione Nichi Vendola ed all'assessorato regionale alle Politiche della salute. E accusa: i condizionatori d'aria ci sono. Stanno, però, nei posti sbagliati?

"Questo termine (climatizzazione, Ndr) viene invece assolutamente rispettato e messo in pratica in numerosissimi luoghi che non sono però le stanze di degenza o le medicherie - spiega -, ma centinaia di studi, studioli, stanze per riunioni di ogni tipo, uffici dirigenziali, eccetera, eccetera dove i climatizzatori sono accesi 24 ore su 24. E abbiamo saputo che c'è persino qualche dirigente amministrativo che si permette il lusso di dire che ulteriori installazioni di condizionatori d'aria nei reparti di degenza potrebbero portare ad un black out per sovraccarico".


"Ed ecco la nostra piccola soluzione a questo seria faccenda", scrive ancora D'Ambra: "Basterebbe spostare tutti i climatizzatori e condizionatori d'aria sparsi nei luoghi summenzionati nei reparti di degenza e da questi reparti rimettere in quei luoghi i simpatici ventilatori d'aria che questa amministrazione ha elargito, ed il problema è risolto. Con questo semplice cambio d'uso, che non incide assolutamente sui consumi elettrici, si potrà dire che si è iniziato, finalmente, a mitigare almeno le sofferenze ambientali dei degenti e degli operatori sanitari. A meno di 48 ore dalla scadenza del suo mandato di commissario straordinario dell'Asl Lecce ha l'opportunità di dimostrare alla popolazione e a tutti i dipendenti di esser stato almeno capace a risolvere un annoso problema. Altrimenti anche lei - scrive infine, rivolgendosi direttamente a Rollo - suo malgrado e come i suoi colleghi che l'hanno preceduta, sarà stato solo un fenomeno effimero della sanità salentina".

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