Cronaca

"Peace and love", incontri nella Casa degli artisti

Si concluderà il 29 luglio a Gallipoli la rassegna organizzata da Maria Cristina Maritati. Ieri l'inaugurazione con l'esibizione degli "Armonauti"

La casa degli artisti

Altre luci, oltre alle luminarie di Santa Cristina, brillano in questa torrida settimana di luglio nel panorama artistico-culturale di Gallipoli. Sono quelle che risplendono nella culla artistica della cittadina ionica: "La Casa degli Artisti" di via Lecce. Sino al prossimo 29 luglio, la dimora di Giorgio De Cesario e di Maria Cristina Maritati, ospita nelle proprie aree espositive un suggestivo evento di mezza estate dal titolo: "Peace and love - Incontri Mediterranei". Il primo atto della rassegna espositiva si è consumato già nella serata di ieri con l'inaugurazione di due mostre di grande rilevanza nazionale: "La Corte di Federico II di Svevia" dell'artista-ceramista grottagliese Domenico Pinto (esperto di tradizioni pugliesi e studioso del periodo federiciano), e "Il Volo Negato", comprendente le ultime opere pittoriche e scultoree dell'artista Giorgio De Cesario. Sul terrazzo panoramico della casa-museo la serata inaugurale è stata introdotta dalla Compagnia teatrale degli Armonauti che hanno presentato, in anteprima, degli sketch tratti dallo spettacolo "Mi Faccia Ridere" curato da Salvatore Coluccia.

Ma a calamitare l'attenzione sono proprio le opere in mostra. Che in questi sette giorni non saranno le sole. Oltre a Pinto e De Cesario, anche il Salento con la sua poliedricità culturale, vuole essere un grande interprete di tutta la manifestazione. La serata di domani, 24 luglio, ad esempio sarà dedicata alla pizzica con l'esibizione del gruppo Artena. E ancora il 28 luglio ci saranno i balletti della Scuola di Ballo "Betty- Boop" ed infine il 29 luglio la manifestazione si concluderà con una sfilata di moda a cura dello stilista salentino Misalè. La degustazione di prodotti tipici locali farà da sfondo e gustosa cornice a tutti questi appuntamenti. Attraverso i quali La Casa degli Artisti conferma la sua peculiarità di contenitore d'arte e di ospitalità.

Le ceramiche che Domenico Pinto presenta in mostra sono il risultato di una sua approfondita ricerca storica sugli usi e i costumi nella corte di Federico II di Svevia, non a caso definito "stupor mundi". La professoressa Cristina Pagliarini, che introduce l'opera dell'artista, afferma tra l'altro: "...in questo suo discorso innovativo, Domenico Pinto è partito dalle tradizionali 'pupe' grottagliesi, bottiglie dalla figura femminile nelle quali si conservava il rosolio, e le ha trasformate in personaggi federiciani modellando sapientemente la terracotta, curando i dettagli, giocando con il simbolismo; ...ed ecco rivivere il fedele funzionario Pier delle Vigne, i suoi guerrieri e soprattutto le sue donne: la madre Costanza d'Altavilla, la prima moglie Costanza d'Aragona e poi ancora Iolanda di Brienne e Bianca Lancia con cui Federico ebbe una storia...".

Il padrone di casa, Giorgio De Cesario, artista poliedrico, oriundo matinese trapiantato a Gallipoli, è l'ideatore de "La Casa degli Artisti", sua casa-museo e galleria permanente, dove nello stesso tempo ospita gratuitamente espressioni artistiche di vario genere e disciplina per fare emergere nuovi messaggi culturali. In questa occasione lui stesso presenta le sue ultime opere, che, se paragonate con le precedenti, si distinguono forse per una maggiore essenzialità del segno, anche se i volti in rilievo e in argilla continuano ad essere il leit-motiv che accomuna le vecchie esperienze e le nuove. Il critico Eugenio Giustizieri, che presenta la mostra di De Cesario, commenta: "La sua è epopea avvincente che, nonostante tutto, trasuda voglia di vivere, rimpiange tutto ciò che c'è da rimpiangere, senza evitare di affondare la lama negli errori e nelle ingenuità dei nostri anni. Troppo frettolosamente messi in archivio. Intensità, vicinanza, dolore, solitudine e compostezza rappresentano le coordinate di una umanità che esiste, e crede, e spera, e si arrende. Senza far rumore, col grido che resta sospeso in gola".

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