Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Peculato, arriva la condanna per l'ex presidente del Consiglio Stefano Ciardo

Si tratta della seconda volta che il processo viene celebrato. La Corte d'appello di Lecce aveva già annullato, infatti, il verdetto di primo grado per un vizio procedurale. I fatti risalgono al 2004 e riguardano una trasferta alla Bit di Milano

LECCE – Nuovi guai per l’ex presidente del consiglio comunale Stefano Ciardo (ex Udc), condannato, in primo grado, a due anni di reclusione per peculato dai giudici del Tribunale di Lecce, che hanno riqualificato il capo d'imputazione (originariamente era abuso d'ufficio). Si tratta della seconda volta che il processo viene celebrato. La Corte d’appello di Lecce aveva già annullato, infatti, il verdetto di primo grado per un vizio procedurale (anche in quel caso il reato era stato riqualificato da abuso d'ufficio a peculato), stabilendo che un nuovo processo doveva essere celebrato.

La vicenda risale al lontano 2004, quando l’imputato partecipò alla Bit di Milano in veste istituzionale. Dopo quella trasferta, a destare non poche perplessità e accuse (anche tra i banchi dell'opposizione), furono alcune spese compiute dall’imputato e poi rimborsate dal Comune, pur non non non rientrando in alcun compito istituzionale. La vicenda finì all’attenzione della magistratura. Inizialmente, l’ipotesi di reato contestata dall’allora sostituto procuratore della Repubblica di Lecce (oggi a Brindisi) Marco D'Agostino, era abuso d'ufficio, ma ad aprile del 2011 i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce lo avevano condannato per peculato.

ciardo-4-2 Ciardo, assistito dagli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto, avrebbe speso 173 euro per una cena in un noto un ristorante milanese, dove si era recato in compagnia di due persone che non appartenevano all’amministrazione comunale. Un conto salato, che l’ex presidente avrebbe pagato con i soldi del Comune. Una tesi che dovrà essere dimostrata nel nuovo giudizio.

Sempre in relazione a quel viaggio e a quella trasferta, Ciardo è finito sotto processo per le spese relative alla manicure, massaggi, e l’acquisto di due costumi da bagno, rimborsato da Palazzo Carafa. Per quella vicenda l’ex consigliere è stato condannato a sette mesi di reclusione (pena sospesa) per truffa. Sentenza poi confermata anche in Cassazione. 

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