Aste giudiziarie, accusata di trattenere le cauzioni, sarà processata in abbreviato

Accolta la richiesta di rito alternativo formulata in mattinata da Rosanna Tornese, la rappresentante legale di una società finita nelle maglie della giustizia. Il processo si discuterà l’8 maggio davanti al giudice Sergio Tosi

LECCE - Dovrà respingere l’accusa di essersi impossessata delle cauzioni versate dai clienti per una cifra superiore agli 80mila euro e lo farà l’8 maggio nel processo che si discuterà con il rito abbreviato. Oggi, Rossana Tornese, la 45enne leccese rappresentante legale di una società impegnata nelle aste giudiziarie ha chiesto e ottenuto di essere giudicata col rito alternativo.

La richiesta formulata dall’avvocato Federico Martella (in sostituzione del collega Paolo Pepe) - in seguito al decreto di giudizio immediato disposto nei suoi riguardi (attraverso il quale viene fissato il processo ordinario senza il passaggio intermedio dell’udienza preliminare) - è stata accolta in mattinata dal giudice Sergio Tosi.

L’accusa mossa alla donna, nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Maria Vallefuoco è di peculato perché, stando agli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza, avviati proprio in seguito alla denuncia dei partecipanti alle gare, per quattordici volte, la titolare avrebbe trattenuto le somme versate a titolo di cauzione e per diciannove del ricavo legato alla vendita dei beni pignorati.

Le indagini sfociarono, il 3 luglio scorso, in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, misura poi attenuata dal Tribunale del Riesame in quella dei domiciliari.

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