Peculato, concussione, abuso d’ufficio: a processo l’ex comandante Serio

Il 57enne dovrà rispondere dal banco degli imputati di presunti illeciti commessi quando era in servizio nella stazione dei carabinieri di Nardò. A ottobre era stato colpito dall’interdizione dai pubblici uffici per un anno

NARDO' - Concussione, abuso d’ufficio, tentato abuso d’ufficio e peculato: sono queste le accuse dalle quali dovrà difendersi l’ex comandante dei carabinieri di Nardò Giuseppe Serio, 57 anni, originario di Bagnolo del Salento, nel processo che si aprirà il 5 giugno davanti ai giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Lecce.

Giuseppe Serio-3-2-2-2-2Lo ha deciso, oggi, al termine dell’udienza preliminare il giudice Michele Toriello, chiamato a valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Paola Guglielmi, titolare dell’inchiesta che, lo scorso ottobre, determinò la sospensione del militare, in servizio per sette anni e mezzo nella stazione di Nardò, dal 2010 al gennaio 2018, e poi a Taranto.

Tra i vari episodi contestati al sottotenente, c’è quello (nell’ottobre 2015), ai danni di un postino che, ritenuto responsabile della mancata notifica di una contravvenzione, sarebbe stato costretto a pagare multa e sanzione per il ritardo nel pagamento. E ancora, quello nei riguardi del gestore di un autolavaggio che gli avrebbe dovuto offrire gratis le sue prestazioni altrimenti avrebbe ricevuto controlli da parte dei militari. 

E, ancora, secondo l’accusa, il comandante avrebbe accompagnato la figlia in sartoria per la prova dell’abito da sposa, in orario di servizio; e avrebbe eseguito ispezioni non autorizzate in uno stabilimento balneare di Santa Maria al Bagno, per vendicarsi del fatto che a sua moglie, qualche giorno prima, era stato negato l’ingresso nella struttura per mancanza di lettini. Proprio oggi durante l’udienza preliminare, il postino e il titolare del lido, si sono costituiti parte civile con gli avvocati Marco Rizzo e Massimo Muci.

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Per tutte queste ragioni, lo scorso 25 ottobre, Serio era stato colpito da un provvedimento che gli imponeva l’interdizione dai pubblici uffici per un anno e il divieto di avvicinamento nel comune di Nardò. Quest’ultima misura è stata poi annullata dal tribunale del Riesame, al quale si erano rivolti gli avvocati difensori Giuseppe e Giulia Bonsegna, e nei giorni è stata oggetto di una nuova pronuncia da parte dei giudici della Libertà che hanno ritenuto di non applicarla, nonostante le valutazioni (in punta di diritto) della Corte di Cassazione (interpellata dal pubblico ministero), secondo le quali è possibile applicare nel caso di specie entrambe le misure (interdittiva e personale).

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