Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Pedopornografia, adescavano bambine su internet. Indagini anche a Lecce

Tutto è partito dalla denuncia dei genitori di una bambina di 12 anni della provincia di Udine. La minore era stata adescata sul web da una community di pedofili e poi convinta ad inviare video ed immagini che la riprendevano in atteggiamenti erotici

LECCE – Tutto è partito dalla denuncia alle forze dell’ordine da parte dei genitori di una bambina di 12 anni della provincia di Udine. La minore era stata adescata sul web da una community di pedofili e poi convinta ad inviare video ed immagini che la riprendevano in atteggiamenti erotici. Ad aprire una inchiesta sulla base di quella drammatica denuncia, circa un anno fa, la polizia postale proprio di Udine, che in questi giorni ha chiuso il cerchio, ma non del tutto, perché le indagini proseguono. Indagini che hanno toccato le città di mezza Italia, Lecce compresa.  

Tra i denunciati, persone tra i 29 e i 54 anni, ma tra gli indagati ci sarebbero anche un paio di over 60, impiegati, liberi professionisti, studenti, operai e pensionati e sono compresi anche quattro recidivi per reati commessi in danno di minori in particolare di pornografia minorile, tentata e consumata violenza sessuale.  Sequestrato anche dalla polizia  un’ingente quantità di materiale informatico: 22 computer, 46 hard disk, 508 supporti Cd e Dvd, 46 pen drive usb, 50 telefoni cellulari e sim card, 11 memory card e documentazione varia ritenuta utile per il proseguimento delle indagini.  Materiale che è venuto fuori dalle perquisizioni, coordinate dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on line di Roma e dalla Sezione polizia postale e delle comunicazioni di Udine.

L'inchiesta ha fatto luce su una rete di persone che adescavano le bambine mediante una  community  su  internet  e, dopo essersi scambiati i riferimenti, intrattenevano rapporti con loro attraverso  Messenger Skype  e  WhatsApp , acquisendo filmati e foto delle loro conversazioni in  cam .

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