Cronaca

Penalista ferito a colpi di fucile, interrogatori a ritmo serrato

I carabinieri, fin dalla giornata di ieri, stanno ascoltando diverse persone. Non solo parenti stretti e amici, ma anche colleghi di lavoro e clienti. Francesco Maggiore, operato al "Panico", non è ancora in grado di parlare

Foto di repertorio.

TRICASE – Sottoposto a un intervento chirurgico e giudicato ormai fuori pericolo (sebbene le sue condizioni non abbiano mai, comunque, fatto temere per la vita), l’avvocato Francesco Paolo Maggiore, 48enne di Morciano di Leuca, ancora non è però in condizioni di parlare con gli inquirenti.

Il penalista è ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase, a causa delle ferite riportate nell’agguato a colpi di fucile alle porte della sua abitazione, nella marina di Torre Vado. Il fatto s’è consumato ieri mattina, intorno alle 8,30. E’ stato lo stesso legale a comporre il 112, raccontando ai carabinieri alcune delle fasi del misterioso attentato alla sua vita. Perché una cosa sembra certa: chi ha sparato, l’ha fatto con la ferma intenzione di uccidere.

Ieri, prima di essere condotto nell’ospedale di Tricase ed essere operato dai medici, che hanno estratto i pallettoni ritenuti nel corpo, ai carabinieri intervenuti, l’avvocato Maggiore, cosciente e lucido, ha riferito di essere stato attratto all’esterno dell’abitazione da un forte colpo ad una persiana. Uscito per controllare, sarebbe quindi finito in trappola: un individuo armato di fucile, infatti, si sarebbe affacciato dal muro di confine, facendo fuoco con una scarica di pallettoni al fianco sinistro. La pronta reazione della vittima ha evitato il peggio. Subito rientrato in casa, l’avvocato Maggiore s’è barricato, chiamando i militari.

Le indagini dei carabinieri della compagnia di Tricase, in queste ore, sono ovviamente frenetiche, e si pratica ogni pista possibile. Gli investigatori, coordinati nell’inchiesta dal pubblico ministero Massimiliano Carducci, non si sbottonano, mantenendo il massimo riserbo possibile sull’inchiesta. La sensazione, infatti, è che si debba ancora fare chiarezza su molti aspetti.

Proprio per questo motivo, secondo indiscrezioni molto attendibili, presso la caserma di via Micetti sono passate già diverse persone, per essere ascoltate. Non solo i parenti e gli amici più stretti, un atto praticamente dovuto,  ma anche persone che ruotano nella cerchia professionale di Maggiore, uomo, proprio in virtù della sua delicata professione, dalla vasta e variegata cerchia di conoscenze. Basti pensare che Maggiore è specializzato in reati associativi, traffico di stupefacenti, violenza contro le donne e i illeciti ambientali e urbanistici. I carabinieri hanno quindi ascoltato anche alcuni suoi colleghi e diversi clienti, per tracciare un profilo più ampio e capire se l’agguato possa riferirsi proprio a qualche caso da lui seguito, attualmente o nel passato, piuttosto che a vicenda di natura più personale.

Non si lascia nulla d’intentato, dunque, anche se, affermare con certezza che vi possa già essere una pista sicura da battere, è ancora prematuro. E allora, forse proprio l’avvocato, quando sarà nuovamente in grado di parlare, potrà sciogliere tutti i quesiti che ruotano attorno a quest’inquietante vicenda. Oggi, intanto, è stato svolto un nuovo sopralluogo nella villetta di proprietà del legale, in cerca di eventuali tracce o di qualsiasi indizio utile.

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