Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Riprese delle udienze. E' subito caos: penalisti contro la riforma giudiziaria

Fino al 20 la protesta indetta dall'Unione camere penali italiane, che chiede interventi strutturali. Intanto, dopo le ferie, si torna al lavoro con la necessità di una nuova organizzazione dopo la soppressione delle sedi distaccate del Tribunale

Il Tribunale di Lecce.

LECCE – Alle problematiche che ogni hanno si ripropongono alla ripresa delle udienze, dopo la pausa estiva, palesando le lacune di uffici giudiziari spesso vetusti e insufficienti, quest’anno si è aggiunta la tanto discussa riforma della geografia giudiziaria, che ha di fatto cancellato le sezioni distaccate del Tribunale del capoluogo salentino. Ad essere trasferite a Lecce sono state  ben sette: Campi Salentina, Casarano, Galatina, Gallipoli, Maglie, Nardò e Tricase. Un trasferimento iniziato già da alcune settimane, che oggi, con la fine della sospensione estiva, ha avuto il suo battesimo. Le criticità maggiori si sono registrate nello spostamento del personale degli uffici giudiziari della provincia. In molti, infatti, hanno trascorso questo “primo giorno” nei corridoi del Tribunale, in cerca di una collocazione.

“Per far fronte all’accorpamento delle sezione distaccate penali – ha commentato il presidente del Tribunale Mario Benfatto – occorre una diversa distribuzione all’interno del palazzo di giustizia. Mancano, infatti, cinque o sei stanze, che dovranno essere ricavate in altre sezioni degli uffici giudiziari”. Meno problematica, invece, la questione delle aule: “In ambito penale le aule ci sono, mentre nel civile le stanze sono molto piccole e quindi creano disagi a chi, fra magistrati, personale, avvocati e utenti deve accedervi”. “Sotto l’aspetto logistico – ha aggiunto il presidente Benfatto – è stato compiuto un ottimo lavoro, grazie soprattutto all’impegno dei direttori amministrativi”.

E’ coincisa con la ripresa delle udienze anche la nuova protesta del mondo dell’avvocatura. E’ iniziata questa mattina, infatti, e proseguirà fino al prossimo 20 settembre, così come in tutta Italia, l’astensione degli avvocati penalisti salentini dalle udienze e da ogni attività giudiziaria in materia penale. Saranno garantiti solo i processi che riguardano detenuti. La prima giornata di sciopero indetta dall'Unione camere penali italiane ha fatto registrare una buona adesione. Cinque giorni di astensione dalle udienze, come detto e domani, una giornata di raccolta firme per i referendum sulla giustizia che sarà attuata su tutto il territorio nazionale davanti ai palazzi di giustizia. Il 19 mattina, infine, un incontro con la politica sui temi dell'astensione alla Residenza di Ripetta a Roma.

Una dura presa di posizione degli avvocati penalisti “contro una politica sempre più debole sulla giustizia e 'inadempiente" sull'emergenza carceri”. L'Unione delle camere penali chiede “interventi strutturali” sulla giustizia: “Vi sarebbero le iniziative legislative per farlo, ma il Parlamento appare condizionato da fatti di cronaca e da polemiche spicciole i cui effetti si riscontrano nei ritmi alternati di importanti disegni di legge”. In questo scenario i penalisti chiedono “una sessione straordinaria” del Parlamento.

Sul fronte della protesta in prima linea, come sempre negli ultimi mesi, anche l’Oua (Organismo unitario avvocatura) che, a conclusione dell'assemblea nazionale che ha approvato un documento in cui si censurano le modalità? di applicazione della revisione della geografia giudiziaria, in vigore da oggi, chiede le dimissioni del ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. “Una richiesta dettata “– spiega l’avvocato Giuseppe Bonsegna, rappresentante distrettuale dell’Oua – dalla mancanza assoluta di volontà? di confronto dimostrata su un provvedimento che porterà? al caos la macchina giudiziaria, che mette a rischio decine di migliaia di cause e che non produrrà? alcun risparmio”.

L'Oua sollecita anche un intervento della Corte dei Conti e della Corte di Giustizia europea, e l'istituzione di una Commissione d’inchiesta. Una farsa Per Nicola Marino, presidente dell'Oua, “assistiamo a una farsa, i cui risvolti, però, sono drammatici: si chiudono circa mille uffici, eppure a pochi giorni dall'entrata in vigore, il ministero, sordo alle decine di proposte dell'avvocatura, dei sindaci e dei cittadini, è costretto a emanare ben 47 decreti correttivi viste le evidenti incongruenze”. “Il ministro Cancellieri – aggiunge l’avvocato Bonsegna – invece che ammettere le palesi difficoltà di un meccanismo che fa acqua da tutte le parti, si presenta al Senato e si fa beffa non solo delle indicazioni del Parlamento, ma anche della realtà?: sono a rischio migliaia di processi per prescrizione, si vive un clima di tensione in molti Comuni, come dimostrano le tante manifestazioni di piazza in corso in tutto il Paese”.

Sotto accusa anche i risparmi conseguiti con il nuovo assetto Ricorso alla Corte dei Conti L'Oua, oltre alle immediate dimissioni del ministro Guardasigilli, chiede il ricorso alla Corte di Giustizia Europea, perchè valuti il comportamento del ministero sulla riforma, e alla Corte dei Conti, per denunciare i danni erariali conseguenti all'applicazione degli uffici. 

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