Anzianità pensionistica: 52 settimane anche per il part-time verticale ciclico

Il giudice del lavoro ha accolto il ricorso di una lavoratrice delle Terme di Santa Cesarea. Cgil: "Inps e governo continuano a non mantenere gli impegni"

LECCE - Una lavoratrice delle Terme di Santa Cesarea si è vista riconoscere in giudizio il diritto all’anzianità previdenziale di 52 settimane annue, sebbene sia titolare di un contratto part-time verticale ciclico (lavoro a tempo pieno, ma solo in alcuni periodi dell’anno).

Il giudice del lavoro, Lorenzo Bellanova, si è espresso a favore della donna, assistita da Filcams Cgil Lecce con l’avvocato Francesco Rizzo, nel ricorso contro Inps. La relativa sentenza fa perno soprattutto su alcuni pronunciamenti della Corte di Cassazione per cui, ai fini dell’acquisizione del diritto alla pensione, i lavoratori con orario part-time verticale ciclico hanno diritto a vedersi riconosciuti anche i periodi durante i quali, non per loro responsabilità ma per le caratteristiche del lavoro stesso, non hanno prestato servizio.

“Il pronunciamento dà ragione a Cgil e Filcams, che da anni sostengono questa battaglia – hanno dichiarato Valentina Fragassi e Mirko Moscaggiuri, segretari generali territoriali di Cgil e Filcams Cgil -. Eppure nonostante l’ennesima sconfitta, Inps e governo continuano a non rispettare gli impegni dichiarati a Cgil, Cisl e Uil per trovare una soluzione che realizzi quello che i pronunciamenti dei tribunali sanciscono”.

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Il sindacato calcola che il mancato adeguamento alle direttive europee causa il paradosso di dover lavorare per 50 anni allo scopo di maturarne 40 di anzianità pensionistica. Con conseguente esborso di denaro pubblico per il pagamento delle spese processuali. “Non c’è più tempo da perdere – concludono i sindacalisti -. Cgil e Filcams continueranno a mettere in campo iniziative di denuncia e contrasto e ad intensificare le cause per vedere riconosciuto ad ogni lavoratrice e lavoratore il diritto dovuto”.

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