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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca Ugento

Peppino Basile, 13 anni dopo l'assassinio: “Noi non dimentichiamo e non faremo mai dimenticare”

Il Comitato Pro Basile domani parteciperà a un momento di preghiera per ricordare il consigliere comunale e provinciale di Ugento, assassinato con oltre venti coltellate sotto casa la notte tra il 14 e 15 giugno del 2008

Ugento - A tredici anni dall’omicidio del consigliere provinciale e comunale di Ugento Peppino Basile, assassinato con più di venti coltellate sotto casa, rimasto senza colpevoli, anche quest’anno, seppur nel rispetto delle dovute cautele per arginare la pandemia da Covid-19, il “Comitato Pro Basile” tiene alto il suo ricordo.

Come ogni anno, domani 15 giugno alle 17, nel rispetto del distanziamento sociale, ci sarà un momento di preghiera presso la tomba nel Cimitero di Ugento, dove verrà depositata una corona di fiori. Altre iniziative pubbliche e gli eventi sportivi rivolti ai ragazzi che erano parte dell’impegno del politico scomparso saranno organizzati appena le norme emergenziali lo consentiranno.

“Tutto ciò perché il ricordo dell’amore e della passione del “Figlio del Popolo” per questo territorio e per i suoi concittadini, ma anche la sua tragica fine e la sua lotta incessante contro il “sistema”, dovranno sempre essere da esempio soprattutto per le generazioni future. Perché il suo sacrificio non resti invano. Per la legalità, la tutela del territorio e delle istituzioni”, si legge in una nota scritta dal Comitato che non perde la speranza che un giorno possa venire a galla la verità: “Una storia tragica su cui troppi, anche tra le alte “sfere”, hanno, sin da subito, cercato di stendere fumosi veli affinché potesse cadere quanto prima in un oblio che, tuttavia, per l’impegno di chi ancora vuole tenere alta la guardia nella speranza che un giorno possa emergere la verità, non si è mai realizzato”. Proprio per questo, gli amici del Comitato “Pro Basile” hanno deciso di ricordare il consigliere provinciale barbaramente trucidato la notte del 15 giugno 2008 e la cui tragica fine è rimasta uno dei casi irrisolti degli ultimi anni perché anche la macchina della giustizia non è riuscita a trovare alcun colpevole. Ed allora, i suoi amici e i cittadini che hanno aderito al comitato, hanno deciso di non fermarsi neanche di fronte all’emergenza sanitaria e seppur con le dovute cautele, per tenere alto il suo ricordo.

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