Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Per il prefetto di Brindisi: "Socialmente pericolosi"

Francesco e Roberto sono studenti leccesi. Manuela, di Galatina, fa la mamma. Sono tre dei 12 attivisti di Greenpeace che manifestarono a Cerano. E che per 3 anni non potranno soggiornare a Brindisi

I dodici "banditi" del clima. Hanno creato delle foto segnaletiche, pubblicandole sul sito di Greenpeace.-4

Francesco e Roberto sono studenti leccesi in Scienze ambientali. Manuela, in dolce attesa, fa la mamma, ed è di Galatina. Sono "socialmente pericolosi" e per questo non potranno giungere e soggiornare a Brindisi e provincia nei prossimi tre anni. E' la decisione adottata dal prefetto di Brindisi in seguito al blitz che i12 attivisti di Greenpeace, tra cui loro tre, portarono a termine a Cerano contro la centrale a carbone di Enel lo scorso novembre 2007 (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4963).

Ecco cosa si legge nel sito di Greepeace (https://www.greenpeace.it/banditi/): "All'alba del 30 novembre 2007 gli attivisti di Greenpeace entrano nella centrale a carbone Enel di Brindisi Sud - la più inquinante d'Italia - e aprono striscioni di protesta sul tetto della centrale e sul grande carbonile all'aperto. Per ricordare che il carbone è il nemico numero 1 del clima! Trascorso un mese, a 12 degli attivisti viene notificato da parte del questore di Brindisi il bando dalla città: dichiarati "socialmente pericolosi" viene loro vietato "di fare ritorno nel comune di Brindisi e frazioni per anni tre". Come se si trattasse di delinquenti abituali, mafiosi, soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica. Greenpeace ha impugnato il provvedimento. Perché questa iniziativa del questore rischia di diventare un grave precedente che limita il diritto di manifestare in modo pacifico. Eccoli i "banditi" di Greenpeace. Studenti, lavoratori, madri e padri con un "pericoloso" obiettivo comune: difendere l'ambiente e la salute!".

"Enel 1st climate killer in Italy" e "Climate change start here" erano le due scritte sugli striscioni che sottolineavano il perchè della presenza a Brindisi di Greenpeace. "Siamo qui perchè la centrale di Brindisi Sud è il primo impianto per emissioni di gas serra in Italia - dissero gli ambientalisti - con 14,4 milioni di tonnellate di CO2 nel 2006. Il Governo italiano controlla oltre il 30 per cento di Enel, ma non sta facendo assolutamente nulla per far si che la Società contribuisca al raggiungimento degli obiettivi nazionali per Kyoto."

Greenpeace, ci piace ricordare, è un'organizzazione globale che sviluppa campagne e agisce per proteggere l'ambiente e promuovere la pace. Greenpeace è indipendente e non accetta fondi da enti pubblici, aziende o partiti politici.


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