Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Per un sussidio di 40 euro vanno a giudizio anche il sindaco e il vice

Il processo si aprirà il 4 luglio. Sotto accusa il sussidio di 40 euro concesso a un cittadino. Assolto in abbreviato l'ex segretario generale

Il Comune di Melissano.

LECCE - Ci sarà un processo per quelle 40 euro che il Comune di Melissano concesse quattro anni fa a un cittadino, perché per l'accusa il sussidio fu disposto senza rispettare la procedura per l'assegnazione dei contributi alle famiglie indigenti.

Di questo dovranno rispondere a partire dal 4 luglio dinanzi ai giudici della seconda sezione penale il sindaco di Melissano Roberto Falconieri, il suo vice Giovanni Caputo, i componenti della Giunta, gli assessori alle politiche sociali e abitative Giuseppe Macrì e ai lavori pubblici e alla manutenzione del territorio Cosimo Marino, il responsabile del servizio finanziario Daniele Scarlino e il responsabile del Servizio Affari Generali istituzionali e legali Luigi Giorgio Caputo.

Lo ha deciso il gup (giudice per l'udienza preliminare) Giovanni Gallo che ha così accolto la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pubblico ministero Emilio Arnesano. Gli imputati, attraverso gli avvocati Massimo Fasano e Luigi Covella, cercheranno di smontare le accuse (a vario titolo) di abuso d'ufficio e falso, le stesse che oggi sono cadute nei riguardi dell'ex segretario generale Giancarlo Ria.

Il giudice Gallo lo ha assolto con le formule “perché il fatto non costituisce reato”, rispetto al primo capo, e “perché il fatto non sussiste”, rispetto al secondo, nel processo discusso in abbreviato. Ria aveva chiesto e ottenuto di essere giudicato col “rito alternativo”, fiducioso di poter dimostrare, attraverso l'avvocato difensore Anna Grazia Maraschio, la correttezza del suo operato.

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