Percosse e minacce ad anziano disabile, due figli e badante a processo

Una brutta vicenda che arriva da Trepuzzi. Sono stati rinviati a giudizio in tre. L'uomo, nel frattempo defunto, lasciato in pessime condizioni igieniche

LECCE – Schiaffi, minacce e uno stato di abbandono in condizioni igieniche precarie. Questione ancor più grave, se si considera che la vittima era un anziano reduce da un ictus che l’ha costretto su una sedia a rotelle fino al giorno della sua morte, avvenuta il 27 agosto scorso, a 77 anni, per cause dovute proprio alla patologia.

Se tutto confermato, una vera e propria tortura, quella vissuta negli ultimi periodi della sua vita da un anziano di Trepuzzi. Una vicenda di presunti maltrattamenti in famiglia, per la quale in tre sono finiti a processo. Si tratta della badante, G.M.V., 66enne, e di due figli del 77enne, un uomo e una donna, rispettivamente F.D.A., 37enne, e M.G.D.A., 50enne. Tutti residenti a Trepuzzi. Ad accogliere la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Maria Consolata Moschettini, il giudice per le udienze preliminari, Cinzia Vergine. Il processo si aprirà il prossimo 6 febbraio.  

E’ stato un terzo figlio dell’uomo, che vive nell’abitazione confinante a quella dei genitori, a fare luce sulla vicenda, presentando l’8 febbraio del 2017 una dettagliata denuncia presso la caserma dei carabinieri della stazione locale. Fra le prove, fotografie e filmati. Tutti fatti, stando a quanto accertato in fase d’indagine, che sarebbero avvenuti a partire dall’ottobre del 2016, fino al gennaio successivo.

Stando alle accuse, le due donne (badante e figlia) avrebbero preso a schiaffi e spintoni l’uomo, in qualche caso persino a pugni, mentre il figlio 37enne lo avrebbe minacciato di morte. A tutti e tre, inoltre, è attribuito lo stato di prostrazione in cui sarebbe finito il 77enne. Il pannolone non sarebbe stato cambiato regolarmente, fino a provocare infiammazioni nelle parti intime (sarebbero trascorse anche più di 24 ore da una sostituzione e l’altra), facendolo peraltro dormire sul materasso antidecubito di platica, senza un lenzuolo. Tutte situazioni davanti alle quali l’anziano, affetto da turbe comportamentali e non potendo nemmeno camminare, non avrebbe avuto modo di difendersi.

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E’ stato un altro figlio, come detto, a mettere la parola “fine” a questa vicenda, recandosi in caserma. L’amministratore di sostegno dell’anziano ha perorato la causa della moglie di quest’ultimo, anche lei affettata da patologie, facendo in modo che si costituisse parte civile con l’avvocato Massimo Pagliaro. Il figlio che denunciato i fatti, invece, si è costituito con l’avvocato Christian Quarta. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Paolo Giuseppe Tondi e Vincenzo Pennetta.

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