Cronaca

Perrone visita il carcere: "Una situazione drammatica"

Il sindaco si è recato in visita questa mattina presso la casa circondariale di Borgo San Nicola. "Stato di emergenza che la Regione deve affrontare". Il Sappe: "Otre 68mila carcerati in Italia"

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LECCE - Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, si è recato in visita questa mattina presso la casa circondariale di Borgo San Nicola per verificare il sovraffollamento della struttura e le conseguenti difficili condizioni di vita dei reclusi all'interno, anche e soprattutto dal punto di vista medico-sanitario. Il primo cittadino è stato accompagnato dal direttore sanitario dell'Asl, Franco Sanapo. La delegazione è stata ricevuta dal vicedirettore della casa circondariale, Annamaria Dello Preite, e dal medico d'istituto, Marcello Ferrara.

"Si tratta di una situazione drammatica - è il commento del sindaco Perrone - a causa di questo sovraffollamento assolutamente insostenibile. Oggi la struttura ospita 1455 unità, a fronte di un numero standard massimo tollerabile di 1100 e di un numero standard ottimale di 650. Il gap tra numero di detenuti e risorse strutturali, umane e strumentali è decisamente eccessivo. Un contesto potenzialmente esplosivo, che solo gli sforzi sovraumani del personale, del corpo medico e infermieristico e del corpo di polizia penitenziaria consente, per ora, di poter gestire, seppur tra mille difficoltà".

"Dal direttore dell'Asl Sanapo - prosegue - abbiamo ottenuto stamattina l'impegno ad aumentare in breve tempo il numero di infermieri in servizio presso la casa circondariale, che oggi sono 22, di sei unità, supporto fondamentale per il lavoro degli specialisti. Ciò anche alla luce del fatto che l'Asl ha presentato alla Regione Puglia un modello organizzativo di medicina penitenziaria che prevede anche l'istituzione di un'Unità operativa annessa al Distretto sociosanitario di Lecce, nel cui ambito è presente la struttura penitenziaria. Secondo questo modello gli infermieri dovrebbero essere 60. E' chiaro che è di vitale importanza che la Regione approvi il Modello ed eroghi risorse e noi non possiamo che sollecitare con forza il presidente Vendola ad adoperarsi in tal senso. Lo stato di emergenza che oggi abbiamo verificato a Borgo San Nicola deve costituire emergenza anche sul tavolo del governatore, che contribuendo a risolverla - conclude il sindaco Perrone - metterebbe in pratica il tanto sbandierato diritto alla salute".

Ma il problema è di carattere nazionale, tanto che proprio oggi il Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) ha sottolineato in una nota come siano 68mila e 749 i detenuti, ad oggi, nelle oltre 200 carceri italiane. "Il numero più alto mai registrato nella storia del Paese. Tutte le Regioni italiane hanno abbondantemente superato la capienza regolamentare, quella cioè per si è stimato che un carcere possa funzionare correttamente seguendo i dettemi della nostra Costituzione", commentano dalla segreteria generale del sindacato.

"Da tempo il Sappe sta perseguendo una campagna di diffusione di questi dati per far conoscere all'opinione pubblica la reale situazione che migliaia di poliziotti penitenziari sono costretti a fronteggiare 24 ore al giorno. Il settore penitenziario - prosegue la nota - è l'ultima fase di un processo di politiche sulla giustizia. Se questo settore è al collasso come i dati dimostrano ampiamente, significa che qualunque provvedimento a monte verrà avvertito in carcere solo dopo alcuni mesi. I politici che hanno dato bella mostra del loro interessamento ai problemi del carcere in occasione dello scorso Ferragosto (diversi quelli che si sono recati nelle carceri, anche in Puglia, Ndr) ora hanno l'obbligo politico e morale di trovare al più presto una soluzione, magari ascoltando anche le proposte di chi, come la polizia penitenziaria, in carcere ci lavora 24 ore al giorno 356 giorni l'anno".

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