Cronaca Porto Cesareo

Pesca di datteri nelle acque protette: denunciati

Due pescatori di frodo sono stati sorpresi dai i poliziotti della squadra nautica della questura di Lecce, mentre pescavano datteri di mare nella zona protetta dell'area marina di Porto Cesareo

Andare per datteri di mare è fuori legge, ma il fatto più grave è che questo tipo di pesca reca danni ambientali gravissimi ai fondali marini delle coste salentine, considerando inoltre che la crescita del dattero è stimata di cinque centimetri ogni trentacinque anni. E invece nelle acque interdette a tutte le attività di pesca e di diporto antistanti la penisola di "La Strea", zona protetta dell'area marina di Porto Cesareo, i poliziotti della squadra nautica della questura di Lecce hanno sorpreso ieri in flagranza due pescatori subacquei, un sessantaquattrenne ed un ventinovenne, ambedue di Copertino, intenti a devastare i fondali marini per prelevare oltre quattro chili di molluschi bivalvi "Lithopaga Lithophaga", i cosiddetti datteri di mare. I due pescatori di frodo sono stati denunciati, mentre il pescato è stato rigettato in mare - anche se senza alcuna speranza di farlo rivivere nel contesto ambientale originario - su disposizione del sostituto procuratore Paola Guglielmi.

Al fine di prevenire tali questa tipologia di reati ambientali, la questura di Lecce sta predisponendo un protocollo d'intesa con il Consorzio area marina protetta di Porto Cesareo per proseguire in quelle acque marine l'attività di prevenzione e repressione dei reati ambientali, già avviata la scorsa estate, con il risultato di numerose denunce penali e centinaia di sanzioni amministrative.

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