Pescati in una Smart vicino a due scuole con panetto di hashish e bilancino

Carlo Impellizzeri, 20enne, e Francesco Tria, 34enne, arrestati dalle volanti di polizia. Li hanno sorpresi in via Merine alle 11, non lontano dal "Fermi" e dall'"Olivetti" con sostanza stupefacente e oggetti per confezionare dosi, compresi coltelli già intrisi di sostanza

LECCE – Il luogo, strategico. Pressappoco dove si collocavano negli anni ’90 i rivenditori di sigarette di contrabbando, con le loro buste bianche piene di stecche di sigarette ancora puzzolenti della nafta delle barche con cui erano arrivate sulla costa. Solo che in questo caso da fumare invece di bionde” c’era “cioccolato”. Hashish.

Il sospetto, che due leccesi, Carlo Impellizzeri, 20enne, e Francesco Tria, 34enne, intendessero procurarsi affari spacciando ai ragazzi delle scuole. Erano in via Merine, in un piazzale nei pressi di un distributore di carburanti. E quindi molto vicini a due istituti superiori: l’Ites “Olivetti” di via Marugi e il tecnico industriale “Enrico Fermi”. Che si trova proprio in via Merine.

fermi-lecce (1)-5Erano le 11 quando gli agenti di una volante, durante alcuni controlli serrati in città andati avanti per tutta la mattinata (decisione del questore Pierluigi D’Angelo, vista la recrudescenza di episodi di microcriminalità) hanno notato una Smart ferma. Dentro i due giovani. Armeggiavano con qualcosa nell’abitacolo. Impellizzeri era al posto di guida, Tria accanto.

Solo veder arrivare una pattuglia ha messo la fregola addosso ai ragazzi. E quanto più ci si agita, tanto più di solito un agente si acciglia. I poliziotti si sono avvicinati e hanno bussato al finestrino. “Scendere, prego”. Sembra che i due, impreparati ad affrontare un confronto testa a testa, si siano contraddetti sul motivo per cui fossero fermi lì.

Considerata la vicinanza alle due scuole superiori dalle quali, guarda caso, proprio questa mattina intorno alle ore 11 sarebbero usciti alcuni ragazzi minorenni, gli agenti hanno sospettato che i motivi di quella sosta avessero un odore e una forma ben precisi. E durante la perquisizione, dal portaoggetti del lato del conducente sono sbucati un panetto di hashish e tre piccoli tocchetti della stessa sostanza. Erano avvolti in un involucro di cellophane trasparente, per 72 grammi.

olivetti-2-2Nel portaoggetti opposto, quello della portiera dov’era seduto Tria, c’era invece il resto: un bel bilancino elettronico perfettamente funzionante. Adagiato sul sedile posteriore, un marsupio con la cerniera aperta. Dentro coltelli, uno con lama affilata e appuntita e l’altro a scatto, intrisi di sostanza. Nel portafogli di Impellizzeri, anche 100 euro.

I poliziotti si sono poi divisi nelle rispettive abitazioni per sondare il campo a caccia di altra droga o, comunque, di elementi utili a formulare un quadro più ampio. E in casa di Tria, nella cucina, sopra il marmo accanto ai fornelli, hanno trovato un rotolo di carta stagnola in parte usato e un quadratino già ritagliato, oltre a tre grossi coltelli affilati a punta con le lame anche in questo caso intrise di hashish.

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Nell’abitazione di Impellizzeri, invece, e precisamente nella stanza da letto, c’era un flaconcino per profumi usato per contenere semi di marijuana. Arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente (Impellizzeri anche per detenzione e porto abusivo di armi bianche), sono stati destinati ai domiciliari.

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