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Pescatore scomparso cercato nelle grotte subacquee. Ma per ora nulla

Si continua a oltranza nella speranza di ritrovare il corpo del 76enne di Corsano. Il raggio d'azione si sta estendendo

CORSANO – C’è chi scruta il mare da uno scoglio e chi vi si tuffa con la muta sfidando correnti perennemente contrastanti, in un tratto in cui la depressione è tale che ci si ritrova subito immersi in fondali a strapiombo fino a 20-30 metri.

Le ricerche di Donato Sergi, il pensionato 76enne di Corsano di cui non si ha più notizia fin dal 3 marzo, proseguono senza sosta. Unici segni, la sua amata canna da pesca abbandonata sugli scogli e l’autovettura in strada. Ma il tempo scorre inesorabile senza notizie e questo non fa che alimentare l’ansia e la frustrazione dei parenti che invano l’attendevano a casa, dopo la battuta di pesca di sabato. Per poi accorgersi che era scomparso nel nulla, forse risucchiato dal mare dopo una caduta. Un malore, un incidente. Forse non si saprà mai.

Funnuvojere, il luogo della scomparsa

Funnuvojere. Già il nome affibbiato dagli antichi a questa selvaggia località rocciosa della costa, dove l’Adriatico è già confluito nello Jonio, richiama il senso della profondità del mare. Ma questo non scoraggia chi si sta adoperando nelle battute, sotto sprazzi di vento e piovaschi improvvisi. E così anche oggi, alle prime luci dell'alba, sono riprese le ricerche.

Il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Taranto ha dato il cambio ai colleghi di Bari, con i quali si stanno avvicendando in questi giorni, per ispezioni subacquee che, oggi, hanno interessato diverse grotte. Senza però portare ad alcun successo.

Oggi riunione in prefettura

Questa mattina, intanto, s’è svolta anche una riunione in prefettura sul caso. Le ricerche proseguiranno ancora e tornerà anche un elicottero dei vigili del fuoco da Bari. Si aggiungeranno pure i nuclei cinofili e altre squadre. Il raggio d’azione si allargherà. Non si stanno trascurando nemmeno altre piste, infatti, come la caduta in qualche pozzo o, persino, un allontanamento repentino, volontario, per ragioni imponderabili, magari con un passaggio ricevuto da qualcuno. Sono piste da battere per non lasciare nulla d’intentato, anche se queste ipotesi sembrano molto meno credibili. E’ chiaro che continua a essere il mare il luogo in cui scrutare con la massima attenzione.

Gli uomini in campo non si arrendono

Sono molti gli uomini impegnati. Il coordinamento provinciale di protezione civile ha i suoi sommozzatori. La guardia costiera di Leuca le sue motovedette, coordinate dalla capitaneria di Gallipoli. Vi sono poi carabinieri dipendenti dalla compagnia di Tricase, nucleo Saf dei vigili del fuoco, esperti Tas per lo studio della morfologia. Un piccolo esercito che non demorde, che sonda in ogni angolo, che perlustra ogni anfratto. Per ora, però, purtroppo, Sergi sembra svanito nel nulla.  

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