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Pescatori di frodo nel bacino dell'Idume. I residenti non si girano dell'altra parte

Con due distinte telefonate sono stati sollecitati polizia locale e carabinieri. Due giorni addietro un incendio di probabile origine dolosa

LECCE – L’aspetto virtuoso è che ci sono ancora cittadini disposti a tutelare i beni pubblici e in particolare l’ambiente, l’aspetto doloso è che ce ne sono altri che, imperterriti, se ne infischiano delle regole.

Due residenti di Torre Chianca ieri hanno segnalato alla polizia locale e ai carabinieri la presenza di pescatori tra i canneti del bacino dell’Idume, dunque in una zona sottoposta a tutela paesaggistica. Sul posto sono arrivate due pattuglie della polizia locale, ma da due direzioni diverse in modo da scongiurare il pericolo di fuga.

Gli agenti hanno sorpreso tre uomini, uno di Campi Salentina e gli altri due di nazionalità rumena, intenti a pescare. Per loro inevitabile la denuncia e il sequestro dell’attrezzatura. Solo pochi giorni addietro, mercoledì, sempre in quell’area contraddistinta da delicati equilibri e "stressata" da una pressione antropica difffusa e sconsiderata si era registrato un incendio, di probabile origine dolosa, segnalato tempestivamente ai vigili del fuoco. In precedenza era stata notata anche una rete da pesca, tesa ad arte, davanti al ponticello che sorge sul bacino.

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