Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Pesce in cattivo stato, retata in tutta la Puglia: ventisette denunce

L'operazione coordinata dalla Direzione marittima di Bari. I controlli nella regione e, per quanto riguarda il Salento, svolti dalla capitaneria gallipolina. Sono ben 44 le tonnellate di prodotti ittici finiti sotto sequestro

 

BARI - Circa 44 tonnellate di prodotti ittici sequestrati, molti dei quali in pessimo stato di conservazione, altri non riconducibili ad alcuna specie ittica commerciabile, altri ancora di taglia non conforme a quella vendibile. Insieme a questo, anche attrezzatura da pesca difforme dalle normative nazionali e comunitarie. Sono alcuni dei numeri principali di una vasta operazione in materia di pesca, coordinata nel fine settimana dalla Direzione marittima di Bari su tutto il territorio regionale.

I controlli si sono svolti sia a mare, per reprimere il fenomeno della pesca abusiva e illegale, sia lungo la filiera della pesca, per verificare la regolare commercializzazione dei prodotti ittici.

In tutto, i militari hanno svolto quasi 400 controlli su pescherecci, punti di sbarco, grossisti, mercati ittici, centri di grande distribuzione e punti di ristoro. Al termine delle attività, sono scattate ventisette comunicazioni di reato e quarantaquattro multe per di circa 60mila euro.

Per quanto riguarda, nello specifico, l'intera provincia di Lecce, dove le operazioni sono state condotte sotto la supervisione di Bari dal compartimento marittimo di Gallipoli, vi sono stati sette controlli in mare, altrettanti nei punti di sbarco, cinque presso grossisti (con tre sanzioni amministrative per 4mila e 500 euro) e tre sequestri per 582 chili di prodotto ittico.  

Ancora, da registrare, quattro controlli presso il settore della grande distribuzione, con una sanzione penale ed un sequestro di 65 chili di prodotto ittico, sette presso punti di ristorazione, con multe per mille e 500 euro e un sequestro di 60 chilogrammi di prodotto ittico. A questi, si sono aggiunte quindici ispezioni in pescherie.  Le violazioni riscontrate riguardano la tracciabilità e gli aspetti igienico-sanitari.

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