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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Casi sempre più frequenti

Altro peschereccio alla deriva: rischio di sversamento di idrocarburi

Individuato in balia della corrente ieri sera al largo di Torre Veneri, si è adagiato sul basso fondale sul far del giorno. L'ipotesi più accreditata è che sia stato utilizzato per il trasporto di migranti

FRIGOLE (Lecce) - Un peschereccio alla deriva è stato indiviudato ieri sera a circa un miglio dal litorale di Torre Veneri (Frigole) dove ha sede anche il poligono di addestramento dell'esercito. Una prima ispezione esterna condotta dai militari della capitaneria di porto di Gallipoli con la collaborazione di uomini e mezzi della guardia costiera di Otranto e di un'unità navale giunta da Brindisi ha consentito di escludere la presenza di persone ancora a bordo, anche se l'ipotesi più accreditata è che con quell'imbarcazione siano stati trasportati dei migranti. Per questo autorità giudiziaria e prefettura sono state avvisate.

Video | L'ispezione dei vigili del fuoco

Casi molto simili, del resto, si sono verificati con una certa frequenza nelle ultime settimane: l'ultimo (il 16 dicembre) davanti a Torre San Giovanni (Ugento). Mai però era stato necessario, come lo è stato ieri, attivare il Piano Locale Antinquinamento perché durante i primi controlli si distinguevano chiaramente esalazioni da idrocarburi provenienti dal peschereccio in balia delle correnti in un'area molto delicata dal punto di vista ambientale: Torre Veneri è infatti un Sito di Interesse Comunitario (Sic) e poco distante si trova la riserva naturale e Oasi WWF Le Cesine. D'altra parte non era possibile rimorchiare l'imbarcazione in un luogo più sicuro. Il piano è stato decretato dal capo del compartimento marittimo di Gallipoli una volta sentita la struttura del ministero dell'Ambiente: da Otranto è sopraggiunto il battello disinquinante “Ievoleco” e ciò ha consentito di delimitare il rischio di sversamento.

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Sul far del giorno il peschereccio si è adagiato sul fondale prossimo alla spiaggia. Il natante è ora controllato da terra con una pattuglia formata da personale dell'Ufficio locale marittimo di San Cataldo e da militari dell'Esercito Italiano. Intanto si sta pianificando la messa in sicurezza, con il coinvolgimento dei vigili del fuoco e della guardia di finanza. Indagini sono poi in corso, con l'interessamento della centrale operativa del comando generale del corpo delle capitanerie di porto per individuare la provenienza del peschereccio. Al momento non ci sono state forme di inquinamento e la capitaneria di porto di Gallipoli sta provvedendo all'attuazione del relativo piano per la tutela ambientale. 

I sommozzatori dei vigili del fuoco, attorno alle 17, sono saliti a bordo del natante per i rilievi strumentali del caso. Trovati a bordo solo resti di indumenti e alimenti. 

Qui il video: gli ultimi due pescherecci fantasma

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