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Cronaca

Pesta il figlio, offende ex moglie, reagisce agli agenti ed estorce soldi alla madre

Una sfilza di reati quelli compiuti da un 40enne. Quasi inverosimile il verbale stilato. Portato a fatica in questura dopo aver colpito al volto il ragazzo, 15enne, s'è pure scoperto che era oggetto di rintraccio per via di una vicenda che riguarda l'anziana madre. Gli agenti medicati in pronto soccorso

LECCE – Pesta il figlio 15enne davanti a un’amica di quest’ultimo, offende l’ex moglie, reagisce ai poliziotti e alla fine si scopre pure che era oggetto di un rintraccio per via di una pendenza in sospeso: in passato avrebbe estorto soldi all’anziana madre, gravemente malata.

I guai per M.G., 40enne leccese, sono iniziati nella tarda serata di ieri. Gli agenti delle volanti di polizia sono intervenuti in una via del centro dov’era segnalata la presenza di un uomo fuori di sé. Questi, stando a quanto ricostruito in breve, aveva prima aggredito fisicamente il figlio minorenne, per poi passare a insultare l’ex consorte evidentemente intervenuta in difesa del ragazzo.

I poliziotti hanno appreso dalla donna che il 40enne, poco prima, aveva mollato un colpo violento al volto del figlio, peraltro alla presenza di un’amica (anche lei minorenne). Preoccupata per l’aggressività crescente, giacché tale condotta non sarebbe nemmeno occasionale (lei stessa ha riferito di essere stata minacciata con un coltello, qualche settimana prima) ha quindi deciso alla fine di chiamare il 113.

L’uomo, in evidente stato di agitazione, invece di fornire una sua versione, avrebbe iniziato a inveire anche contro gli agenti, che invano avrebbero tentato di riportarlo alla calma. E fra termini oltraggiasi e minacce di morte, poiché proprio non si riusciva a farlo ragionare, è stato sollecitato a seguire i poliziotti in questura.

Risposta: “Non vengo da nessuna parte”. Di fronte alla reazione, gli agenti sono anche rimasti contusi, nel tentativo di bloccarlo. Fatto salire con molta difficoltà a bordo dell’auto di servizio, alla fine si è riusciti a trasferirlo presso gli uffici della questura.

E qui è venuto il bello. Durante gli accertamenti è emerso che M.G. era oggetto di rintraccio per via dell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa il 17 settembre scorso, dal Tribunale di Lecce, per il già citato caso di estorsione.

Il verbale stilato sembra quasi inverosimile per un singolo individuo: maltrattamenti in famiglia, abuso dei mezzi di correzione, minacce aggravate di morte (all’ex coniuge), atti persecutori, oltraggio, minacce aggravate, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, con l’aggravante della continuazione. Alla fine è stato condotto in carcere.

I due agenti intervenuti hanno riportato lesioni per cui sono stati medicati nel pronto soccorso del “Vito Fazzi”. Si tratta di ferite giudicate guaribili in cinque giorni, salvo complicazioni. 

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