Pestaggio durante l'arresto, archiviato il procedimento per truffa allo Stato

A dare avvio all'inchiesta l'esposto presentato dal carabiniere condannato per lesioni. Respinta la sua richiesta di opposizione

L'avvocato Stefanelli con il giornalista de Le Iene.

LECCE – Il gip del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo, ha archiviato il procedimento per truffa nei confronti di Torquato Epifani, il 40enne originario di Galatina che, per il pestaggio subito durante un arresto e le percosse ricevute da un carabiniere, è rimasto invalido. Nel 2016 la Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva Michele Gatto, brigadiere in congedo dell’Arma dei carabinieri, alla pena di 3 anni e due mesi di reclusione e un risarcimento nei confronti di Epifani, assistito dall'avvocato Stefano Stefanelli.

Nelle scorse settimane è stato proprio Gatto a riportare l’attenzione della magistratura sul caso. L’ex militare avrebbe ricevuto, nella propria cassetta della posta, una busta anonima con alcuni video e foto che ritraggono Epifani mentre cammina per le strade del paese solo con un bastone, guida l’auto ed esegue alcuni lavori in campagna. Si ipotizza dunque che la pensione e l’accompagnamento non siano necessari e che si tratti di un falso invalido. Il materiale è confluito in un esposto depositato alla Procura di Lecce. Il pubblico ministero Donatina Buffelli, dopo aver delegato le indagini alla polizia giudiziaria, e sulla base di una memoria presentata dal legale di Epifani, ha chiesto l’archiviazione del procedimento, cui Gatto si è opposto.

Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione ritenendo inammissibile l’opposizione, in quanto il querelante non può essere considerato persona offesa del reato di truffa ai danni dello Stato. Il giudice ha poi evidenziato come le lesioni subite sono state accertate da più medici e che un miglioramento delle stesse non è da escludere. La vicenda, del resto, è stata già portata all’attenzione dell’Inps, che farà i dovuti accertamenti.

Nell’aprile del 2009 i carabinieri di Gallipoli notificarono a Epifani un’ordinanza di custodia cautelare. La misura, secondo quanto contestato dalla difesa dell’uomo, fu eseguita con modalità talmente negligenti da provocarne la fuga, tanto che lo stesso è stato poi assolto dall’imputazione con sentenza divenuta irrevocabile. Al termine dell’inseguimento scaturito dall’esecuzione di quella misura cautelare, uno dei carabinieri, raggiunto Epifani, lo avrebbe deliberatamente percosso in maniera talmente violenta da lesionargli il midollo della spina dorsale e da renderlo invalido e inabile al lavoro. Gli è stata poi riconosciuta una pensione d'invalidità quale infermo al 100 per cento unitamente all'indennità di accompagnamento.

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La vicenda è poi finita all’attenzione della trasmissione “Le Iene”, che hanno mostrato (in un servizio dal titolo "Guardie e ladri: con chi state?) il materiale ricevuto da Gatto e lo hanno intervistato, chiedendo poi spiegazioni ad Epifani. Nel servizio la vicenda giudiziaria è ricostruita attraverso le dichiarazioni di Gatto, senza però precisare che è stato condannato in via definitiva. Le percosse, da lui negate, sono state confermate dalla testimonianza di un carabiniere che era con lui al momento dell’inseguimento, sentito più volte come testimone.

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