Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Aggressione alla festa con spranghe e catene, in due a processo

Saranno giudicati con il rito abbreviato Luca Pacentrilli, 22 anni, e Mirko Palazzo, 24enne, due dei presunti autori della brutale aggressione avvenuta in una villetta di Vernole lo scorso 20 marzo durante una festa privata

LECCE – Saranno giudicati con il rito abbreviato Luca Pacentrilli, 22 anni, e Mirko Palazzo, 24enne, due dei presunti autori della brutale aggressione avvenuta in una villetta di Vernole lo scorso 20 marzo durante una tranquilla festa privata. I due imputati furono arrestati a giugno scorso dai carabinieri della compagnia di Lecce su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale del capoluogo salentino, Vincenzo Brancato. Il processo dinanzi al gup Alcide Maritati sarà celebrato il prossimo 27 gennaio.

Quella consumata alla vigilia del primo giorno di primavera fu un aggressione brutale, capace di trasformare una festa di compleanno in un raid punitivo in pieno stile “arancia meccanica”, con l'irruzione di un gruppo di una quindicina di persone armate di spranghe e catene proprio al momento del taglio della torta, che in pochi istanti scatenarono un autentico putiferio tra gli invitati. “Non ti stai ricordando chi sono? Vogliamo solo dare gli auguri al festeggiato” avrebbe detto uno degli aggressori prima di scatenare l’attacco.

Ad armare il gruppo l’intenzione di dare “una lezione” al festeggiato, un 18enne colpevole, a loro dire, di aver rivolto in un locale, qualche sera prima, uno sguardo di troppo alla ragazza sbagliata. Il gruppo aveva già cercato di aggredire il 18enne nel pub, ma l’intervento del titolare del locale e di alcune persone presenti aveva riportato la calma.

L’occasione per regolare i conti era stata offerta dalla festa di compleanno, pubblicizzata su Facebook dagli amici del festeggiato. Per gli aggressori non era stato difficile individuare il luogo e decidere di dare seguito alle minacce. Un piano criminale organizzato in ogni dettaglio, di cui lo stesso gip ha sottolineato “le allarmanti modalità esecutive dei fatti e la particolare determinazione criminosa”.

Ad avere la peggio furono due giovanissimi, che avevano invano cercato di allontanarsi dalla festa per evitare di rimanere coinvolti nella rissa. I due furono accerchiati dal branco e pestati a sangue. Un 19enne, colpito a colpi di spranga sul volto e sulla testa, riportò lesioni gravissime con conseguenze permanenti ad un occhio. scaturita da una lite avvenuta qualche giorno prima per Uno dei giovani è stato gravemente ferito al volto, riportando serie ferite alla faccia e alla testa, ed è stato ricoverato al reparto chirurgia plastica dell'ospedale di Brindisi.

In oltre due mesi di indagini, grazie anche all'ascolto di tutti i ragazzi presenti ala festa, i militari dell’Arma riuscirono a chiudere il cerchio intorno ai tre presunti esecutori del brutale pestaggio ai danni di ragazzi per bene e assolutamente tranquilli, il cui unico scopo era trascorrere una serata in allegria.

Il terzo componente del gruppo, Andrea Cafiero, ha già patteggiato una pena a 2 anni e sei mesi di reclusione, dinanzi al gup Ines Casciaro. La pena, seppur superiore ai due anni, è stata sospesa perché Cafiero (incensurato) ha meno di 21 anni e pertanto il giovane leccese, che si trovava agli arresti domiciliari, è tornato in libertà.

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