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Pestata dalla paziente ubriaca: il duro lavoro del 118 senza alcuna indennità

Il caso di un'infermiera che a Lecce ha subito vari traumi dopo il soccorso di una donna esagitata apre un dibattito anche politico

LECCE – Rischiare di finire in ospedale per soccorrere gli altri. Quello che accade abitualmente agli operatori sanitari che, sulla strada, si trovano nelle situazioni più disparate.

Maria Giovanna Zippo, tecnico di anestesia e infermiera specializzata, che opera da anni con il 118, è solo l’ultima operatrice in ordine di tempo che ha dovuto patire le conseguenze di un comportamento esagitato. Quello di una donna di 52 anni, segnalata ieri mattina per l'ennesima volta in stato d’ubriachezza nel pieno centro di Lecce (su corso Vittorio Emanuele II).

Chiamata con colleghi per un trattamento sanitario obbligatorio, una volta portata la paziente all’interno dell’autolettiga, all’improvviso ha dato in escandescenza. Risultato: sospetta frattura a uno zigomo e trauma alla gamba destra. Il cruccio maggiore? Si va incontro all'ignoto senza l’indennità di rischio. Eppure, situazioni analoghe sono sempre più frequenti.

Basti citare alcuni episodi recenti: luglio scorso, Gallipoli, un romano in vacanza ha aggredito gli operatori ai quali aveva chiesto soccorso ed è stato denunciato. Ancora, a giugno, a Lecce un medico pestato dal figlio di una donna che non era del tutto convinto sul farmaco somministrato alla madre. Per non parlare del caso della dottoressa della Guardia medica di Taviano che a marzo ha subito un tentativo di violenza sessuale.   

Andando a ritroso, si troverebbero decine di altri episodi di ambulanze sfasciate o di medici e infermieri presi a pugni in strada o nei vari pronto soccorso. E così, dopo il caso odierno e la denuncia pubblica dell'infermiera, il vicepresidente della Commissione sanità e consigliere regionale di Direzione Italia/Noi con l’Italia, Luigi Manca, annuncia che presenterà una mozione che impegni la Giunta regionale a fare pressioni sul Governo nazionale.

WhatsApp Image 2018-09-03 at 21.17.30-2“Operatori sanitari insostituibili: sono gli infermieri del 118, in prima linea nell’assistenza, praticamente in trincea dove ogni intervento potrebbe nascondere insidie peggiori per la propria incolumità fisica”, dice Manca, che di professione è medico e conosce da vicino il mondo della sanità. “L’ultimo episodio di aggressione arriva proprio da Lecce dove un’infermiera è stata aggredita al volto e alla gamba in autoambulanza da un’ubriaca. Ormai quella delle aggressioni in autoambulanza sta diventando una vera e propria emergenza in Puglia”.

“La solidarietà alla vittima dell’aggressione da parte mia personale, come medico, e a nome di tutto il gruppo regionale di Direzione Italia/Noi con l’Italia è sincera, ma non basta”, spiega. “Come politici abbiamo il dovere di rendere non solo più sicuri i posti di primo intervento, ma anche proporre una mobilitazione perché agli infermieri del 118, del Pronto soccorso, Psichiatria e Sert venga riconosciuta l’indennità di rischio, che il contratto collettivo di lavoro riconosce solo per quegli infermieri che sono a contatto con malattie infettive”.

Da  qui l’idea di una mozione che impegni la giunta regionale, e in particolare il presidente Michele Emiliano, nella sua qualità di assessore alla Sanità, ad attivarsi con i ministeri competenti perché sia ampliato l’articolo 44 del Ccnl una fascia di operatori sanitari sempre più a rischio.

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