Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Pestato a sangue nella "movida", è grave un ambulante

La vittima è un 41enne del Bangladesh. Vende rose nei pub. Fratture al volto, dovrà essere operato. Ha raccontato di essere stato colpito con violenza da quattro persone, davanti al Convitto Palmieri

Piazzetta Carducci. Sullo sfondo, l'ex Convitto Palmieri.

LECCE - Chissà quale sarà la sua "colpa". Il motivo per cui quattro persone l'hanno pestato a sangue, devastandogli il volto, tanto che dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico alla mandibola, al naso e allo zigomo. La prognosi, trenta giorni, salvo complicazioni. Tutto nel cuore della "movida" leccese, tra piazzetta Carducci e via Cairoli, davanti all'ex Convitto Palmieri, verso mezzanotte, a pochi passi da alcuni fra i locali più frequentati di Lecce.

La vittima è un 41enne del Bangladesh, Ilias Miah. L'uomo, come tanti alti asiatici, si guadagna la giornata vendendo rose ai tavoli dei pub. Diverse le segnalazioni al 113, per avvisare del pestaggio in corso. E quando le auto della sezione volanti sono giunte sul posto, i poliziotti hanno trovato l'extracomunitario ancora sanguinante. L'uomo, non senza difficoltà, in stato di shock e con il volto tumefatto, ha raccontato agli agenti di essere stato avvicinato da un giovane italiano, mentre stava vendendo fiori davanti ai locali d'intrattenimento lungo la via. Questi, senza apparente motivo, lo avrebbe aggredito sferrandogli un calcio sul volto.

Poi, altri tre giovani, a suo dire sempre italiani, avrebbero dato manforte al primo, infierendo con calci e pugni in varie parti del corpo. Sul posto sono arrivati anche i sanitari del 118 che, constatata la gravità delle ferite, l'hanno condotto immediatamente in ospedale. Al "Vito Fazzi", i medici hanno riscontrato serie fratture al volto.


La polizia in queste ore sta vagliando diverse testimonianze. Potrebbero essere usati anche i filmati delle videocamere di sicurezza di cui sono dotate diverse attività commerciali della zona, per fare chiarezza sul grave episodio. Non è ancora chiaro il movente, se legato a fatti di natura personali, a sfondo puramente razziale o alla sua attività di venditore ambulante. Resta, ad ogni modo, lo sgomento per un episodio che, vista la rara violenza adoperata, si sarebbe potuto concludere in modo persino peggiore.

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