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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca Seclì

Rese invalido un uomo, ma in tv puntò il dito contro di lui: nuova condanna all'ex carabiniere

Ha retto il reato di diffamazione per Michele Gatto, in merito alle dichiarazioni rilasciate alla trasmissione televisiva “Le Iene” andata in onda su Italia Uno, l’11 aprile del 2018. Assolti da omesso controllo autori e inviati del servizio, per due dei quali sono stati rinviati gli atti in Procura

SECLI' - Fu responsabile del pestaggio di un uomo, avvenuto quindici anni fa, il quale, a causa di quell’aggressione, rimase invalido a 30 anni: è la verità accertata nel processo, in tre gradi di giudizio, ma durante un servizio televisivo andato in onda su Italia Uno, l’11 aprile del 2018, l’ex brigadiere del Norm (Nucleo operativo e radiomobile) della compagnia di Gallipoli Michele Gatto, 61 anni, di Nardò, non solo omise di riferire della sentenza definitiva a suo carico, a tre anni e due mesi di reclusione, ma raccontò di essere stato picchiato a sua volta e di essere stato spinto contro un muretto a secco, sebbene anche tale circostanza fu smentita da un’assoluzione (irrevocabile) per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni nei riguardi della vittima, Antonio Torquato Epifani, 45enne di Seclì.

Così quelle dichiarazioni costarono a Gatto un ulteriore processo per diffamazione e l’accusa ha retto nel dibattimento terminato nei giorni scorsi dinanzi alla giudice della prima sezione penale del tribunale di Lecce Elena Coppola come riportato in anteprima su Lecceprima.it. La pena è di 500 euro di multa, con l’immediato pagamento del danno per 10mila euro a Epifani, parte civile con l’avvocato Stefano Stefanelli. Il resto del risarcimento dovrà essere quantificato e liquidato in separata sede.

Il malcapitato ottenne da parte dell’Inps l’invalidità totale dal lavoro e l’indennità di accompagnamento, riconoscimenti messi in discussione da Gatto nell'intervista a "Le Iene", in considerazione di video che immortalavano il "nemico" alla guida di un’auto o a lavorare in campagna e sulla scorta dei quali sporse denuncia per truffa.

“L’invalidità ai fini dell’Inps è diversa da quella biologica” spiegò nello stesso servizio l’avvocato Stefanelli (nella foto in apertura), e la stessa Inps con il coordinatore regionale di Milano Silvio Vagnarelli chiarì che “l’inabilità dell’Inps è l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa ma non coincide con l’assoluta incapacità di svolgere gli atti quotidiani della vita”.

Certo è che anche il procedimento per truffa si chiuse con un’archiviazione.

Al banco degli imputati c’erano anche gli autori e gli inviati del servizio intitolato “Guardia e Ladri: con chi state?”: Riccardo Spagnoli, 39 anni, di Milano, Matteo Viviani, 49, di Milano, Alessandra Mercurio, 49, di Milano, e il direttore Business Digital del Gruppo Mediaset Pier Paolo Cervi, 61 anni, di Parma, e la direttrice responsabile della trasmissione Laura Casarotto, 55, di Milano.

A tutti era contestato il reato di omesso controllo, rispetto al quale la giudice ha emesso sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, rinviando però gli atti in Procura, in merito alle posizioni dei primi due, affinché si valuti il reato di diffamazione in concorso con Gatto.

Non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza (entro novanta giorni) l’ex carabiniere valuterà il ricorso in Appello con l’avvocato Dimitry Conte.

E’ tutta da definire un'altra vicenda giudiziaria con imputato Gatto. A partire dal 9 maggio, insieme al figlio, dovrà respingere l’accusa di stalking  sempre ai danni di Epifani (come riportato in un precedente articolo).

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