Cronaca

Pet-Tac, la Regione dovrà rimborsare le spese di cinque malati oncologici

Terza sentenza di condanna in breve tempo nell'ambito dei diritti civili degli ammalati salentini per la Puglia, obbligata a pagare entro 120 giorni quanti si sono rivolti alla struttura Calabrese di Cavallino per fare l'esame

LECCE - La salute come diritto inviolabile: il principio noto a livello teorico, nella pratica, viene spesso disatteso, come dimostrano le numerose cronache in materia di sanità. La questione Pet-Tac nel Salento, da anni, è l'esempio concreto della contraddizione in termini, con l'impossibilità di sostenere in una struttura pubblica l'importante esame e il ricorso alle realtà private.

Dopo le prime due sentenze, a firma dei giudici Luigi Piro ed Antonella Santoro, è stata pubblicata ieri una terza importantissima pronuncia in favore dei diritti civili degli ammalati oncologici salentini: il giudice Eleonora Dell’Anna ha, infatti, condannato la Regione Puglia al rimborso delle somme spese da ulteriori cinque persone affette da patologie tumorali, che hanno dovuto sostenere l’esame Pet Tac a proprie spese presso la struttura Calabrese di Cavallino.

Nel corso del giudizio si è accertato, tramite l’ascolto di medici in prima linea nella lotta ai tumori, che il predetto esame Pet Tac è indifferibile e che presso le strutture pubbliche presenti in Puglia (Brindisi e Bari), le liste di attesa superano i tre mesi dal giorno della prenotazione. Il giudice ha ritenuto tale intervallo incompatibile con le esigenze di celerità derivanti direttamente dalle patologie neoplastiche.

Non è stata pertanto ritenuta meritevole di accoglimento, come spiega il responsabile dello sportello Codacons di Lecce, l'avvocato Massimo Todisco, la tesi sostenuta dalla Regione, secondo la quale gli attori avrebbero potuto eseguire l’esame Pet Tac presso il Perrino di Brindisi o presso il Policlinico di Bari. La Regione Puglia dovrà rimborsare le somme entro 120 giorni dalla notifica della sentenza.

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