Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Pet-Tac a spese di cinque pazienti, nuova condanna per la Regione Puglia

Esulta il Codacons, che ha seguito la vicenda per la seconda volta. "Nuova importante pronuncia in favore dei diritti civili". Rigettata la tesi per cui i malati avrebbero potuto fare l'esame in altre strutture ospedaliere

LECCE – Cinque pazienti affetti da patologie tumorali dovranno essere risarciti dalla Regione Puglia, la quale è tenuta a rimborsare le spese sostenute per eseguire l’esame Pet-Tac. L’ha deciso il giudice di pace di Lecce, Antonella Santoro, che s’è dunque uniformata a quanto già stabilito dal collega Luigi Piro nel marzo dello scorso anno. Per l’avvocato Massimo Todisco del Codacons di Lecce, che ha seguito i casi in oggetto, come già fatto in passato, “il solco tracciato dalla ‘sentenza Piro’, che ha segnato una prima importantissima pronuncia in favore dei diritti civili degli ammalati oncologici salentini, rischia di diventare un’autostrada grazie al deposito di questa seconda sentenza appena pubblicata”.

La Regione Puglia, dunque dovrà risarcire il danno subito dai cinque salentini che hanno dovuto sostenere l’esame, con lo strumento fondamentale nel trattamento e nella diagnosi dei tumori, a proprie spese presso la struttura Calabrese di Cavallino. Nel corso del giudizio è stato anche accertato che, presso le strutture pubbliche presenti in Puglia, le liste di attesa per l’esame superano i tre mesi dal giorno della prenotazione. Si tratta di un intervallo incompatibile con le esigenze di rapidità che occorrono per le patologie neoplastiche.

Non è stata accolta, dunque, la tesi sostenuta dalla Regione, secondo la quale i pazienti avrebbero potuto eseguire l’esame presso il “Perrino” di Brindisi o presso il Policlinico di Bari. Il danno dovrà essere ristorato entro 120 giorni dalla notifica della sentenza.

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