Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Piano anti Xylella sospeso fino al 6 maggio. Il Tar del Lazio ferma gli abbattimenti

In attesa della discussione della domanda cautelare di 26 aziende vivaistiche, il presidente della Prima sezione, Luigi Tosti, ha disposto un decreto monocratico. Peacelink: "Misure si basano su un ceppo del batterio diverso da quello riscontrato nel Salento"

Personale Arif nelle campagne di Oria.

LECCE - Bocce ferme almeno per i prossimi 12 giorni: nè abbattimenti di ulivi e di piante potenzialmente ospiti della Xylella fastidiosa, nè altro tipo di interventi previsti contro la diffusione del batterio. 

Il presidente della Prima sezione del Tar Lazio, Luigi Tosti, ha disposto la misura cautelare della sospensione dell'efficacia del piano operativo affidato al commissario delegato Giuseppe Silletti, accogliendo così la richiesta dell'avvocato Gianluigi Manelli che ha presentato un ricorso per conto di 26 aziende vivaistiche della provincia di Lecce e la cui domanda cautelare sarà discussa in camera di consiglio il 6 maggio, giorno in cui nello stesso tribunale si terrà l'udienza relativa all'istanza di imprese che praticano agricoltura biologica e biodinamica, rappresentate dai legali Valentina Stamerra e Luigi Paccione

Nel decreto si afferma che "sussistono obiettive ragioni di danno irreversibile rilevanti nella presente fase sommaria". D'altra parte i vivaisti sarebbero tenuti all'applicazione entro il 30 aprile delle misure del piano, tra cui l'abbattimento delle numerose specie considerate ospiti del batterio, per quanto si tratti di piante sane. Non solo: trascorso il termine dato, sarebbe il personale dell'Arif e gli agenti del corpo forestale ad agire in via sostitutiva. 

Intanto l'associazione Peacelink ha inviato una lettera al commissario europeo alla Salute nella quale sia afferma che le misure previste contro la diffusione del patogeno da quarantena sono state disposte sulla base di un ceppo del batterio diverso da quello riscontrato nel Salento (subspecie Pauca ceppo Codiro). E che quello cui fa riferimento la direttiva europea è stato testato su vite e agrumi e dunque la nocività sull'ulivo non sarebbe affatto dimostrata. L'associazione ha quindi chiesto alle istituzioni dell'Unione Europea di riesaminare a fondo la questione e tutti i dati scientifici ad oggi disponibili prima dell'attuazione degli interventi drastici previsti dal piano. Il 27 e il 28 aprile è in programma a Bruxelles una importante sessione del Comitato permanente sulle fitopatologie.

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