Cronaca Otranto

Piano Casa e Porto, si discute in consiglio comunale

Lungo consiglio comunale a Palazzo Melorio: maggioranza ed opposizione si confrontano su Piano casa e porto turistico, non senza visioni contrastanti. E nella discussione, trova spazio il crocifisso

Un momento del consiglio comunale (foto di archivio)

LECCE - Un consiglio comunale ricco di tematiche importanti quello che si è svolto ieri, fino a tarda serata, a Palazzo Melorio: tra gli otto punti all'ordine del giorno, però, un ruolo primario aveva la discussione sul cosiddetto "piano casa" di Berlusconi (dato che il comune di Otranto è stato tra i primi a dotarsene, recependo l'indirizzo regionale), ma anche l'approfondimento di alcune questioni, correlate al Piano Regolatore del Porto. All'inizio della discussione, ha trovato spazio anche la tematica d'attualità sulla presenza del crocifisso nelle aule pubbliche, con la proposta del consigliere comunale di maggioranza, Fabio Marrocco, al sindaco di fare apporre il simbolo laddove questo mancasse: la richiesta, sebbene condivisa dal punto di vista valoriale, è stata respinta dal consiglio, in quanto sia il primo cittadino, Luciano Cariddi che il capogruppo di opposizione Corrado Sammarruco hanno convenuto che non si potesse imporre una direttiva simile attraverso un'ordinanza. Nel corso del dibattito, è stato approvato un assestamento di bilancio, con finanziamenti con fondi regionali, tesi a coprire l'abbattimento delle barriere architettoniche e alcune variazioni al regolamento comunale sugli artisti di strada.

Sul "piano casa", secondo il consigliere di opposizione Francesco Bruni si è andato ad approvare in consiglio un provvedimento inapplicabile ad Otranto, senza aver cercato di potenziare ciò che già esiste e rendendo inesistenti di fatto i vantaggi di questa possibilità, offerta dal governo: dietro al "feticcio" del patrimonio paesaggistico, si sarebbero voluti annullare in Regione i benefici della misura. Di diverso avviso il sindaco Cariddi, che, sottolineando la "bontà almeno nelle intenzioni della legge", si sarebbe dovuto favorire la necessità di un recupero edilizio, sfruttando la possibilità della normativa. Sorpreso dalle parole di Bruni, si è detto l'assessore all'ambiente, Salvatore Miggiano, in quanto l'ex sindaco "si è sempre battuto per la conservazione del paesaggio". L'assessore ha poi sottolineato come per le ragioni di "un equilibrio territoriale, non si può pensare di costruire sempre".

Sul piano dell'alienazione degli immobili, Cariddi ha spiegato l'intenzione dell'amministrazione di sfruttare questa opportunità, con la vendita di alcune strutture comunali, evidentemente in disuso, per riuscire a coprire il debito contratto con la ditta che precedentemente gestiva il servizio rifiuti. Se inizialmente la valutazione di vendere due esercizi commerciali su Conca Specchiulla era stata la più gettonata, l'amministrazione ha poi ritenuto più vantaggioso trasformare questi beni in appartamenti, per avere la possibilità di trarne immediato favore dal mercato.

Nella stessa delibera, si introduceva il tema del Piano regolatore del porto, passando dalla destinazione d'uso del plesso Ex Fabbriche, con l'accatastamento dei sette locali ivi presenti come commerciali. Su questo punto, si è scatenato un lungo dibattito, che ha visto l'opposizione evidenziare il rischio di un'eccessiva logica di mercato, non funzionale alle reali esigenze della zona. Nel dibattito, si è posta l'attenzione anche al rischio di potenziale illegittimità della destinazione dei locali, così come proposta. Cariddi ha precisato che la destinazione degli immobili sarà tripartita tra servizi diurni, ufficio o servizi portuali e depositi commerciali.


Sammarruco e l'opposizione hanno, però, ribadito l'assenza dei pareri tecnici necessari alle opportune verifiche e valutazione riguardanti il deliberato: una questione, riproposta anche nei punti successivi, in modo particolare, sul Gal, il gruppo di azione locale, quando "Alleanza per Otranto", in dissenso sul metodo e sulle carenze tecniche evidenziate, ha preferito non partecipare al voto.

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