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Cronaca

Piantagione di marijuana vicino al Campo Panareo, gli arrestati: “Guardiani per una trentina di euro”

Convalidato l’arresto in carcere per i due giovani che la notte del 31 agosto sono stati sorpresi dai carabinieri a vigilare 969 piante di “erba”. E’ caccia ai complici

LECCE - Non si sono sottratti alle domande della giudice Alessandra Sermarini, Imer Alimovic, originario della Jugoslavia, di 29 anni, e Mirko Toskic, leccese di 23, arrestati durante il blitz dei carabinieri la notte dello scorso 31 agosto.

Hanno ammesso di essere i guardiani notturni della piantagione di quasi mille piante di marijuana, per la precisione 969, nascosta tra i filari di ulivi su un terreno di proprietà della Asl di Lecce, nei pressi del campo sosta Panareo, dove risiedono.

In particolare, durante l’interrogatorio di convalida svolto alla presenza dell’avvocato difensore Alessandro Costantini Dal Sant, i due uomini hanno dichiarato di aver iniziato a svolgere quest’attività all’incirca da una settimana, solo perché disoccupati, per una paga di 25/30 euro giornalieri.

Toskic ha riferito anche di aver ricevuto il compito di innaffiare la piantagione, intorno alle 23, e di dover rimanere sul posto a vigilare per qualche ora, fino alle 3, le 4 del mattino.

“Entrambi sono privi di occupazione e vivono in condizioni di estrema indigenza, tanto da darsi facilmente ad occupazioni illecite; le condizioni in cui versano, anche di tipo familiare (uno dei due è padre) e abitativo, li portano inevitabilmente a gravitare in un circuito illegale”, scrive il giudice nell’ordinanza con cui è stato convalidato l’arresto in carcere, e che in un altro passaggio aggiunge: “Allo stato vi è unicamente la loro versione dei fatti, certamente plausibile, che li colloca quali custodi e se vogliamo giardinieri, cionondimeno è pure paventabile, vista la vicinanza al campo nomade dove risiedono stabilmente, la proprietà stessa della piantagione, facilmente gestibile dai due arrestati”.

Quella notte, a puntare le torce contro i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Lecce non sono stati solo Toskic e Alimovic, ma anche altri due uomini. Il gruppetto forse insospettito dai rumori si sarebbe avvicinato agli intrusi, scoprendo che si trattava di quelli dai quali fuggire: Imer è stato bloccato nell’immediato, mentre Toskic è stato inseguito dai militari per circa 200 metri, fino a quando non è caduto a terra ed è stato raggiunto e ammanettato. Gli altri due, invece, sono riusciti a farla franca. Per ora, perché le indagini sono in corso e non è escluso che si riesca a risalire alla loro identità (sebbene gli indagati abbiano dichiarato di non conoscere i loro nomi), così come a quella dell’individuo che li avrebbe ingaggiati.

Informazioni utili potrebbero arrivare dai quattro cellulari sequestrati durante l’operazione, il cui contenuto è ora al vaglio di investigatori e inquirenti: uno trovato addosso a Toskic e i restanti (su uno dei quali c’era un nastro con la scritta Imer) in un marsupio rinvenuto a terra nei pressi del casolare sul terreno affianco alla piantagione, e un quarto telefonino lungo il tragitto scelto per la fuga.

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