rotate-mobile
Domenica, 16 Giugno 2024
0 °
Cronaca Taviano

Piatti in testa, botte e minacce alla madre disabile, condannata a 4 anni

Si è chiuso con un verdetto di colpevolezza il processo a carico di una 48enne di Taviano, accusata di maltrattamenti in famiglia. Le violenze sarebbero avvenute anche in presenza dei figli minorenni dell’imputata

TAVIANO - Piatti in testa e minacce di morte: queste alcune delle quotidiane vessazioni che una donna di 68 anni, con problemi di disabilità, avrebbe subito dalla propria figlia per quasi dieci anni.

Maltrattamenti in famiglia era il reato per il quale la presunta aguzzina, una 48enne di Taviano (di cui omettiamo le generalità per tutelare la privacy della vittima), era finita al banco degli imputati e per lei il processo si è concluso oggi con una condanna a quattro anni di reclusione. 

La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto dalla giudice Maddalena Torelli che si è spinto oltre la richiesta della pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Luigi Mastroniani, che era di tre anni. 

L’imputata è stata condannata anche al risarcimento del danno, da valutarsi in separata sede, alla parte civile, assistita dall’avvocato Davide Spiri, e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

Stando alle indagini, dal 2012 fino al 12 settembre del 2021, la 48enne non avrebbe perso occasione di umiliare la madre e di aggredirla, anche in presenza dei suoi due figli minorenni. Ecco alcune delle frasi che avrebbe rivolto alla malcapitata: “Qualche giorno ti metto il veleno nel mangiare così ti faccio morire”, “qualche giorno ti butto dal balcone così te la faccio finire”. E impugnando un coltello da cucina: “Qualche notte ti taglio la gola mentre dormi, così non te ne accorgi nemmeno”. 

In alcune occasioni, la violenza sarebbe stata fisica: le avrebbe rotto piatti in testa, versato addosso caffè o minestre bollenti e l’avrebbe percossa anche con calci e schiaffi. 

Non appena saranno depositate le motivazioni (entro quindici giorni), l’imputata valuterà il ricorso in appello attraverso l’avvocato Biagio Palamà.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Piatti in testa, botte e minacce alla madre disabile, condannata a 4 anni

LeccePrima è in caricamento