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Piazza e monumento per ricordare i cinque finanzieri "Giusti fra le Nazioni"

Il tenente Giorgio Cevoli, il finanziere scelto Salvatore Corrias, il finanziere Giulio Massarelli, il tenente Giuseppe Pollo e il maggiore Raffaello Tani si distinsero durante l'occupazione nazista per aver salvato, a volte a prezzo della vita, ebrei e perseguitati politici. Il loro ricordo a Leverano

LEVERANO – Una nuova piazza, a Leverano, ricorda da ieri gli atti d’eroismo e umanità di militari della Guardia di finanza che mettendo a rischio la propria vita e quella della famiglia, in qualche caso perdendola, hanno salvato tante vite umane durante l’occupazione nazista in Italia.

Sono storie di cinque uomini non conosciute da tutti, e che meritano di essere raccontate più e più volte, perché non si cancelli memoria dei giorni bui che attraversarono l’Italia. E soprattutto perché, con il loro esempio, possano tracciare un solco per le generazioni future.

Ci sono le vicende del tenente Giorgio Cevoli, ad esempio. Prima riuscì a far liberare un uomo, garantendo personalmente al comandante tedesco di Chiavenna, in provincia di Sondrio, che non si trattava di un ebreo. Poi, tra il 1944 e il 1945, mentre era al comando della Tenenza di Gironico, in provincia di Como, fornì documenti falsi a una famiglia ebrea e la ospitò, facendone figurare i componenti come suoi parenti profughi da Roma.

Ancora, il finanziere scelto Salvatore Corrias, in servizio presso la Brigata di frontiera di Bugone, in provincia di Como, che ha pagato con la vita per il suo coraggio. Dopo aver messo in salvo in Svizzera, nazione neutrale, centinaia di famiglie di ebrei in fuga dallo sterminio, ma anche tanti politici e perseguitati del regime fascista e dai tedeschi, fu catturato da una banda ausiliaria delle truppe regolari repubblichine e fucilato sommariamente nel recinto della stessa caserma dove prestava servizio.

E poi, il finanziere Giulio Massarelli, in servizio presso il Nucleo di polizia tributaria di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Durante l’occupazione tedesca del Nord Italia si distinse nel salvataggio di numerosi ebrei e personalità antifasciste. E il tenente Giuseppe Pollo, che, al comando della Stazione Naviglio di Venezia, durante l’occupazione nazi-fascista, si prodigò in favore di ebrei e perseguitati politici acquisendo informazioni su eventuali arresti o deportazioni presso gli uffici della Questura e offrendo un rifugio sicuro, per molti mesi, a numerose persone di origine ebrea.

Infine, ma non ultimo, il maggiore Raffaello Tani, comandante del II Battaglione della Legione allievi. Durante l’occupazione tedesca di Roma, si adoperò per il salvataggio di alcuni ebrei, uno dei quali fu ospitato nella sua abitazione, nonostante gli alti rischi che l’eventuale rappresaglia colpisse pure la moglie Iolanda e i figli. Ebbene, tutti, sono stati riconosciuti “Giusti tra le Nazioni” dallo Stato di Israele e ricordati nel Memoriale Yad Vashem di Gerusalemme.

Ieri, dunque, anche una sobria cerimonia per intitolare la piazza alle “Fiamme gialle” ed esibire un monumento dedicato proprio ai cinque finanzieri. Tutto scaturito da una proposta formulata un anno addietro dalla sezione locale dell’Anfi (Associazione nazionale finanzieri d’Italia), accolta e condivisa dall’amministrazione comunale della “Città dei fiori” che ha inteso così esprimere apprezzamento per l’impegno dei finanzieri a tutela della legalità economico–finanziaria.

Hanno partecipato alla giornata anche altre sezioni dell’Anfi della provincia di Lecce, associazioni combattentistiche e d’Arma, due classi delle scuole elementari e numerose autorità, fra cui il comandante regionale della Guardia di finanza, generale di divisione Giuseppe Vicanolo, e il sindaco di Leverano, Giovanni Zecca.

E’ stata scoperta la targa con l’indicazione toponomastica “Piazza Fiamme Gialle”. Poi, la signora Grazia Baroni Pollo, vedova del tenente Giuseppe Pollo, ha inaugurato il monumento sul quale il generale Vicanolo ha deposto una corona d’alloro. La cerimonia è terminata con gli interventi del primo cittadino, del comandante regionale del generale di Corpo d’armata, Giovanni Verdicchio, presidente nazionale dell’Anfi. 

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