Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Picchiata con il manico della scopa, non poteva nemmeno usare il suo telefono

Divieto di avvicinamento scattato per un 38enne di Presicce-Acquarica. Violento e possessivo con la compagna, per diciotto mesi è stata una relazione tormentata. Ma solo alla fine ha deciso di contattare il 113, chiedendo aiuto

Il commissariato di polizia di Taurisano.

PRESICCE-ACQUARICA – Il culmine è arrivato a maggio, quando è riuscita a telefonare al 113, chiedendo aiuto. Riuscita, sì, perché la maggior parte delle volte le sarebbe stato intimato di non usare nemmeno il suo cellulare. Ma nel momento in cui è stata in grado di allontanarsi e contattare la polizia, ha dato finalmente il via a un’indagine che si spera possa aver messo un primo punto fermo su quest’ennesima, triste storia di violenze domestiche.

Il suo compagno, spiegava quel giorno all’operatore del 113 la donna, con la voce ancora rotta dallo spavento, l’aveva appena pestata, infierendo con il manico di una scopa. Solo uno dei tanti soprusi avvenuti nel tempo, come si sarebbe scoperto una volta avviate le ricostruzioni, al termine delle quali, ieri, gli agenti del commissariato di Taurisano hanno dato esecuzione a un’ordinanza del gip del tribunale di Lecce.

Il provvedimento dispone nei confronti di un 38enne di Presicce-Acquarica la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. L’uomo dovrà mantenere una distanza di almeno 200 metri da lei e non potrà comunicare con alcun mezzo, che sia un telefono o un computer.

Dopo la famosa telefonata di maggio, i poliziotti hanno iniziato a indagare a fondo. E, dalle dichiarazioni raccolte, non solo dalla vittima, ma anche da altri testimoni, è emerso un quadro di continui atteggiamenti violenti e possessivi dell’uomo nei confronti della propria compagna. L’avrebbe addirittura costretta a usare il proprio telefono per comunicare con amici o parenti.

Diciotto mesi di relazione sarebbero stati contrassegnati da ripetuti allontanamenti e ritorni della donna che, comunque, per tutto il tempo, non ha mai voluto sporgere denuncia. Nonostante tutto, è rimasta legata a lui, arrivando sostanzialente quasi a perdonarlo. Almeno, fin quando non è scattata una molla interiore. E, viste continuità e costanza dei comportamenti ai suoi danni, è scattata la procedura del “codice rosso”, che ha indotto il gip, su richiesta della Procura, ad emettere il divieto di avvicinamento.

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