Picchiata con una mazza a sette anni, i genitori finiscono a processo

Gli episodi risalgono al 2017. Il padre della piccola risponderà anche di detenzione di materiale pedopornografico

LECCE - Presa a calci e schiaffi, picchiata anche con una mazza di legno o con una forchetta. E’ quanto avrebbe subito una bambina di sette anni nel gennaio del 2017. Ma se siano andate davvero così le cose, lo stabilirà il processo quello che vedrà imputati proprio i genitori della piccola.

Lo ha deciso oggi il gup (giudice per l’udienza preliminare) Giovanni Gallo, all’esito dell’udienza preliminare, accogliendo così la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Roberta Licci. A partire dal 6 marzo, la coppia dovrà presentarsi (con gli avvocati Roberto Rella e Fabrizio Pisanello) davanti ai giudici della prima sezione penale per respingere le accuse (maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, con le aggravanti della minore età e dei futili motivi) mosse dall’inchiesta avviata in seguito a una segnalazione delle maestre, che avevano notato segni anomali sul corpo della bambina, al Cepsia (Centro di psichiatria e psicoterapia dell’infanzia e adolescenziale).

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Dal banco degli imputati, però, l’uomo dovrà difendersi anche dal reato di detenzione di materiale pedopornografico. Saranno parte civile al processo, la curatrice della bambina (l’avvocato Simona Guido) con l’avvocato Viola Messa e l’associazione Cidu (Centro internazionale per i diritti umani) con l’avvocato Paolo Antonio D’Amico.

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