Picchiato e accoltellato per strada, tre condanne per 25 anni

Emesso il verdetto nel processo abbreviato per gli imputati accusati della brutale aggressione di un 20enne avvenuta la notte tra l’11 e il 12 dicembre 2019, a Galatone

GALATONE - “Un’aggressione bestiale, connotata da una ferocia inaudita”, si pronunciò così il giudice Giulia Proto nell’ordinanza di custodia cautelare con la quale, lo scorso gennaio, dispose l’arresto per tentato omicidio in concorso di Giuseppe Marzano, 53enne di Galatone (già coinvolto nel tentato omicidio di Marco Caracciolo avvenuto nell’ottobre del 2012) e per i compaesani Vincenzo Lanzillotto, di 39 anni, (con precedenti per stupefacenti), e Marco Colazzo, di 23.

Oggi, per i tre uomini, accusati di aver pestato e accoltellato la notte tra l’11 e il 12 dicembre 2019, Dario Potenza, 20enne anche lui di Galatone, è arrivato il verdetto nel processo discusso col rito abbreviato, ed è di colpevolezza: 9 anni e 4 mesi sono stati inflitti al primo, 8 a testa agli altri due.

La sentenza emessa dal giudice Edoardo D’Ambrosio (al quale il pubblico ministero Luigi Mastronianni aveva invocato per ciascuno la pena di 12 anni di reclusione) ha riconosciuto anche il risarcimento alla vittima (parte civile con l’avvocato Luigi Casarano), imponendo una liquidazione immediata di 10mila euro e che la somma restante venga stabilita in separata sede.

Ora, ai difensori (l’avvocato Ladislao Massari per Marzano, Roberto Demitri Aymone per Lanzilotto e Roberto Tarantino per Colazzo) non resta che attendere vengano depositate le motivazioni (entro novanta giorni) per impugnare la sentenza in Appello.

La svolta nelle indagini, coordinate dal pubblico ministero Francesca Miglietta e condotte dai carabinieri del posto, arrivò dalla visione dei filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza. Gli occhi elettronici immortalarono ogni sequenza dell’aggressione subita dal ragazzo, raggiunto prima in un bar, in via XX Settembre, e che, riuscito a fuggire, fu inseguito fino in via Achille Costa, dove tentò invano di nascondersi dietro un’autovettura in sosta. E’ qui che fu colpito prima con calci e pugni, poi con tre fendenti alla schiena, uno dei quali gli perforò il polmone.

A mettere in fuga i malviventi fu un poliziotto residente nella zona che, insospettito dai rumori, si affacciò alla finestra e si mise ad urlare.

Potenza riuscì a salvarsi: fu soccorso e trasportato in ospedale, dove fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

In seguito a questo episodio il suo nome è tornato sulle pagine della cronaca: il 14 luglio, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto tenersi il processo ai suoi aggressori, poi rinviato a questa mattina, furono esplosi colpi d’arma da fuoco contro l’auto della zia, in casa della quale era ai domiciliari per vicende di droga.

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