Picchiato e ferito da un colpo di pistola perché rifiutò il “lavoro”: concordati 15 anni

Diminuite in appello le condanne per i due uomini accusati della brutale aggressione avvenuta il 22 aprile dello scorso anno a Torre San Giovanni, frazione di Ugento

UGENTO - Alleggerite le condanne in appello per Martin Georgiev Asenov, 34 anni di origini bulgare, e Ferdinando Librando, 54 anni, entrambi residenti a Melissano, accusati di essere piombati in casa di un uomo, di averlo pestato con una mazza da baseball, tenendo sotto scacco la moglie con una pistola (una Franchi calibro 38 con matricola abrasa), dalla quale poi partirono diversi colpi, uno dei quali raggiunse il malcapitato ferendolo gravemente alla gamba.

La Corte ha rivisto la sentenza emessa il 26 settembre di un anno fa dal giudice Carlo Cazzella nel processo discusso col rito abbreviato, concordando le pene con gli avvocati difensori Stefano Pati e Biagio Palamà: 8 anni per Librando (al quale ne erano stati inflitti 14, più 8 mesi) e 7 anni e 4 mesi (a fronte dei 9 anni e quattro mesi) per Asenov.

L’episodio finito al vaglio dei giudici risale alla notte del 22 aprile 2019 a Torre San Giovanni, frazione di Ugento e, stando alle carte dell’inchiesta, fu determinato dal rifiuto da parte della vittima di lavorare per i due uomini nel trasporto di armi e droga dalla Bulgaria.

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Secondo le indagini, inoltre, il piano omicida sfumò solo grazie al fatto che il malcapitato riuscì a scappare con la moglie, la quale durante la fuga riuscì ad allertare i soccorsi, consentendo così ai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di risalire ai responsabili.

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