rotate-mobile
Cronaca

Picchiò la compagna e le perforò un timpano: inflitti 5 anni e 4 mesi

Riconosciuta la responsabilità di un 30enne leccese, imputato per maltrattamenti e lesioni nei riguardi della convivente. I fatti, nell'estate del 2023

LECCE - Aveva ottenuto i domiciliari per scontare una pena, e in quel periodo avrebbe sfogato tutta la sua rabbia contro la donna con cui aveva una relazione e aveva avuto un figlio.

Le offese, le umiliazioni e la pretesa di avere il predominio sulla vita della convivente, come quello di controllarle  chiamate e messaggi sul telefonino, erano all’ordine del giorno così come le aggressioni fisiche – pugni, schiaffi, strattonamenti - che in una circostanza provocarono alla vittima la perforazione del timpano, con indebolimento permanente dell’organo uditivo .

Sono questi gli episodi avvenuti nell’estate del 2023 che costarono prima il carcere a questo individuo, un 30enne leccese, e poi il processo per maltrattamenti e lesioni che ieri si è concluso con una condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione.

La sentenza è stata emessa dal giudice del tribunale di Lecce Fabrizio Malagnino che ha riconosciuto il risarcimento del danno in separata sede della donna, parte civile con l’avvocata Germana Greco.

La pubblica accusa aveva invocato una richiesta di sei anni tondi, ritenendo sussistente anche l’aggravante del fatto che gli abusi sarebbero stati commessi in presenza del figlio, all’epoca dei fatti di due anni. Ma questa circostanza non ha retto a dibattimento.

Non appena saranno rese note  le motivazioni (entro sessanta giorni), la difesa valuterà il ricorso in appello.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Picchiò la compagna e le perforò un timpano: inflitti 5 anni e 4 mesi

LeccePrima è in caricamento